Posts Tagged ‘CULTURA’

Dan Nicoletta: l’uomo che ritrasse l’amore gay

Dan Nicoletta è un artista di straordinaria modernità: il solo fatto che la sua carriera sia iniziata con uno stage lo dimostra. Aveva 19 anni, era il 1975 ed il suo apprendistato cominciò con Crawford Barton che presto sarebbe diventato uno dei fotografi di punta di The Advocate.
Agli esordi di Nicoletta c’è stato però anche un altro personaggio fondamentale dell’epoca: Dan e la sua Contax avevano infatti l’obiettivo costantemente puntato su quel distretto di Castro, una vera e propria mecca LGBT, che di lì a poco avrebbe assistito all’elezione di un carismatico proprietario di un negozio di macchine fotografiche.
Fu proprio dal negozio di Harvey Milk, il suo nome vi dice qualcosa?, che Nicoletta iniziò a documentare con il suo sguardo personale e attento la comunità di San Francisco, concentrandosi in particolare su coloro che per la prima volta sperimentavano il proprio amore in pubblico. Read the rest of this entry »

Think Milk… be King!

romano

Domenica 10 Gennaio Milk Milano innaugura, grazie alla colaborazione del King Lounge Bar (via Derna 19, MM2 Cimiano) una rassegna di appuntamenti che ci accompagnerà sino all’inoltrata primavera: “Think Milk… Be King!”. Incontri culturali affidati a persone di comprovata competenza e a rappresentanti storici dell’attivismo che parlerano di noi e della nostra storia in modo molto colloquiale e amichevole, spaziando dalla musica ai telefilm, dalla storia alla letteratura. A seguire, per conoscerci meglio, un ricco happy hour in stile King ;)

Per il primo incontro abbiamo deciso di dare spazio alle tematiche trans, che, grazie al lavoro alla nostra infaticabile Antonia e al Progetto Benessere stanno acquisendo il giusto spazio all’interno dell’associazione. Ed ecco l’invito a conoscere una cara amica, Monica Romano (nella foto con Vladimir Luxuria) che ci propone  la presentazione del suo libro “Diurna”: una occasione per parlare direttamente con chi  la discriminazione sulle persone transessuali l’ha vissuta, studiata e combattuta. Speriamo di vedervi numerosi! Si iniza alle 18!

Domenica 10, mettete in ballo la cultura e la voglia di parlare!

DIURNA

Chi sono le persone transessuali? Quale significato e valenza dobbiamo attribuire al termine “transgender”?

Il libro di Monica Romano dà una risposta ampia ed esaustiva a questi quesiti da sempre circondati da un alone di ignoranza e pregiudizio, fornendo un punto di vista “insider” sulla tematica: quello di una persona trans. Si analizza in particolar modo la situazione italiana, rivelando le dinamiche di discriminazione, delegittimazione ed oppressione esercitate nei confronti delle persone trans in ambito sociale e culturale, sulla base di una concezione binaria dei generi, elevata a dogma dal “benpensante” mondo contemporaneo occidentale.

“Diurna” è il primo saggio italiano che approfondisce la problematica della discriminazione nel mondo del lavoro delle persone trans attraverso interviste, testimonianze dirette e racconti di vita. Non manca infine un approfondimento della letteratura storico-antropologica su transessualità ed identità transgender, testimone della presenza delle stesse in epoche e luoghi diversi dalla società occidentale contemporanea.

“Ho trascorso buona parte dell’infanzia e dell’adolescenza a pormi domande. Quando sei bambino non hai bisogno di definirti, semplicemente “sei”. E non cogli l’imbarazzo delle persone che hai attorno. Poi arriva il giorno in cui qualcuno cerca di convicerti che qualcosa in te non va. Che non puoi muoverti in quel modo, parlare come parli, giocare a quei giochi. La mia identità di genere era visibile e percepita dagli altri. Gestualità, voce, sguardo, mi rivelavano. Crescendo, realizzi che ci sono i ragazzi, le ragazze, e tu. Quando vedi i tuoi compagni ridere e scherzare non con te, ma di te, vivendo quotidianamente il dileggio, gli insulti, le botte, inizi a porti domande. Nelle risposte può stare il senso di una vita”

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Domenica 10 Gennaio 2010 – Presentazione libro
Diurna: la transessualità come oggetto di discriminazione
Monica Romano (Presidente onorario Ass. La Fenice)

Domenica 24 Gennaio 2010 – Conferenza
L’abominevole diritto: l’omosessualità nelle aule giudiziarie
Matteo Winkler (Università Commerciale Luigi Bocconi)

Domenica 7 Febbraio 2010 – Conferenza
Apollo et Hyacinthus di Mozart: un’opera gay?
Stefano Aresi (Università di Pavia)

Domenica 21 Febbraio 2010 – Conferenza
Alle origini del cinema porno: storia di un genere
Mauro Giori (Università Statale di Milano)

Domenica 7 Marzo 2010 – Presentazione libro
Il sogno impossibile
Stefano Sogno (autore del volume)

Domenica 21 Marzo 2010 – Incontro
Come nacque la voglia di essere in prima linea
Porpora Marcasciano (MIT Bologna)

Domenica 28 Marzo 2010 – Incontro
Prima di Will (e anche di Grace). Personaggi omosessuali nella tv
generalista dagli anni 50 agli anni 80
a cura del Progetto Cineforum di Milk Milano.

Antinoo, il volto di un dio.

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Quello di Antinoo è uno dei volti ancora oggi più facilmente riconoscibili nelle raccolte dei musei archeologici di tutta Europa: consacrato agli occhi dei moderni dalla felice penna di Marguerite Yourcenar ne Le Memorie di Adriano, il giovane bitino è stato per secoli il simbolo poetico di una Classicità misteriosa e vicina.

Adorato come divinità, innalzato all’Olimpo dall’imperatore Adriano, celebrato per la sua straordinaria bellezza e dolcezza, amato alla follia dall’uomo più potente del mondo, Antinoo nacque tra il 110 e il 112 d.C. in Bitinia (Asia Minore), e annegò tragicamente nel Nilo durante un viaggio della corte romana nell’Ottobre del 130 d.C.: divinizzato, da compagno dell’imperatore divenne oggetto di un culto fortunatissimo, dedicatario di templi, monete e città, causa di scandalo e irritazione per apologeti cristiani quali Eusebio, San Girolamo, Origene, Tertulliano.

Statue, poesie, musiche, pitture, riti, fiori sono stati dedicati ad Antinoo nel corso dei secoli: uno dei lasciti storico-artisti più massicci della romanità, legati e dovuti alla sua storia d’amore con l’imperatore Adriano. Certi che conoscere la storia di Antinoo significhi scoprire uno dei momenti più felici della fusione tra la civiltà romana e quella greca, oltre al fascino suscitato dalla sua figura su generazioni di artisti (da Pancrates a Mesomede, da Rilke alla Yourcenar e Pessoa), i membri del Circolo di Cultura Omosessuale “Harvey Milk” (in collaborazione con associazioni, centri culturali, comuni, centri ricreativi) ha deciso di offrire a Milano (tutta Milano, dalla periferia al centro) e Provincia un mese di incontri, proiezioni, conferenze, visite guidate, spettacoli dedicati a persone di tutte le fasce d’età, indifferentemente dal proprio orientamento o dalle proprie convinzioni: per conoscere, scoprire e comprendere ciò che è Storia e i suoi significati. della cultura classica, di sconvolgente modernità.

Milk Milano non è nuovo a queste iniziative: associazione dedita alla lotta per i diritti gay ha fatto della cultura e del senso del dovere nei confronti della propria città due delle proprie bandiere lo scorso anno l’associazione (composta principalmente da giovani, omosessuali ed eterosessuali) ha organizzato letture dantesche presso la Casa della Cultura, ha collaborato in primissima linea all’andata in scena de L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi presso il Teatro Dal Verme in occasione del World Aids Day (evento poi trasmesso da Radio Rai), ha patrocinato la stagione Liberi amori possibili del Teatro Libero, realizzato il cineforum Good as you e il primo convegno universitario sul matrimonio gay presso la facoltà di scienze politiche dell’ateneo milanese.

Fedele a queste premesse, Milk Milano ha studiato un evento che coinvolgesse la cittadinanza milanese a pieno titolo: dagli studenti di ogni genere e grado siano agli anziani, dalla periferia al centro, come vedrete dalle pagine seguenti il tentativo è stato quello, facendo leva sul volontariato, di offrire spunti di interesse e conoscenza al
maggior numero di persone possibili, certi che la conoscenza sia, appunto, la chiave unica di accesso ad un accrescimento personale e all’abbattimento dei pregiudizi.

La manifestazione lascerà dietro di sé, una volta terminata, un portale culturale (costantemente aggiornato) relativo ad Antinoo, con mostra virtuale, fonti storiche, aggiornamenti sugli scavi e scoperte, e un CD a distribuzione gratuita contenente le sopravvissute musiche della corte adrianea. www.ilvoltodiundio.it

Hai programmi per domenica? Noi sì!

king

Milk Milano in collaborazione con King
presenta

COPPIE

il nuovo libro di

SCILTIAN GASTALDI

Una raccolta di tredici storie che raccontano modi diversi di amare.

La presentazione sarà seguita dalla consueta cena a buffet / happy hour del King.

I ritratti di Dorian Gray


“Basil Hallward è quello che credo di essere, Henry Wotton è come il mondo mi dipinge e Dorian Gray è quello che mi piacerebbe essere.” Con queste parole Oscar Wilde descriveva al suo amico Robert Ross il più grande segreto del suo unico romanzo: i tre principali personaggi de “Il Ritratto di Dorian Gray” erano in realtà tre facce di Wilde stesso, tre suoi ritratti.

La trama narra di Dorian Gray, giovane dall’incredibile bellezza, soggetto del dipinto fatto dal suo amico Basil Hallward. Dopo aver sentito le teorie di Henry Wotton, secondo il quale l’unica cosa che rende la vita degna di essere vissuta è la bellezza e la ricerca del piacere, Dorian desidera che sia il ritratto, e non lui ad invecchiare. Il desiderio del giovane protagonista è soddisfatto, e da quel momento Dorian inizia a compiere svariate nefandezze ed omicidi sotto l’influsso di Lord Wotton. Ma il peso dei peccati, rispecchiati nell’orrido dipinto, diventa troppo forte per Dorian, che finirà per distruggere il quadro, uccidendo a sua volta sé stesso con il pugnale con il quale anni prima aveva posto termine alla vita dell’artista che l’aveva dipinto.
Il testo di Wilde, pubblicato inizialmente sul Lippincott’s Monthly Magazine dal 20 luglio 1890, venne presentato sotto forma di romanzo l’anno successivo. La nuova edizione conteneva una prefazione nella quale Wilde spiegava la sua visione dell’arte, dell’artista e della bellezza in sé. In realtà quella che avvenne dal 1890 e il 1891 è una vera e propria opera di “limatura” degli aspetti
omoerotici del romanzo, che avevano causato notevoli critiche da parte degli intellettuali vittoriani. L’amore per il soggetto della tela passa così ad essere amore per la bellezza estetica dell’arte, ma ciò non riesce comunque ad eliminare del tutto aspetti presenti nella prima
versione del testo.
Lo stesso nome del protagonista, Dorian, si rifà ai Dori, antica civiltà greca: questo richiamo, per il critico Robert Mighall, sta a simbolizzare un richiamo all’amor greco che Henry Wotton e Basil Hallward provano per Dorian Gray, e che li porta a contendersi l’amore del giovane.
Il fascino esercitato dal romanzo e il gusto, presente in esso, per l’estetica dell’immagine ha fatto di “The Picture of Dorian Gray” un soggetto privilegiato per il grande ed il piccolo schermo, per musical teatrali e per nuovi romanzi (come “Dorian” di Will Self, del 2004, che rilegge il romanzo di Wilde in chiave interamente omosessuale).
Da notare che i primi film tratti dal romanzo (compreso il capolavoro di Albert Lewin, datato 1945, che vede la tela come unico elemento in Technicolor in un film interamente in bianco e nero) hanno prolungato la censura dell’omoerotismo, dando risalto al fascino estetico e decadentista della tela.
A partire dagli anni ’70, comunque, le rappresentazioni hanno messo sempre più in risalto l’aspetto passionale intessuto tra i tre personaggi maschili. Anche la nuova versione cinematografica, diretta da Oliver Parker e prevista per il 2009, mostrerà questo sottotesto. Il nuovo film vedrà Colin Firth nei panni di Henry Wotton e Ben Barnes (che ha debuttato in “Stardust”, ha preso i panni del Principe Caspian nel secondo capitolo de “Le Cronache di Narnia” e ha partecipato alla commedia di Noel Coward “Easy Virtue”, titolo italiano “Matrimonio
all’Inglese”) in quelli del giovane Dorian. Grazie al cielo, la censura del formalismo vittoriano non è più una realtà a distanza di centoventi anni.

Stà arrivando … Poppea!

Mancano pochi giorni a “L’incoronazione di Poppea” la grande serata di beneficenza a Milano, in occasione del World AIDS Day 2008, organizzata da A.S.A. e il cui incasso sarà interamente devoluto al Progetto di Accompagnamento delle persone sieropositive coordinato da A.S.A.

In attesa di questa elettrizzante serata vi proponiamo una raccolta di articoli e post apparsi su vari siti italiani nelle ultime settimane.

Buona lettura…e se avete altre segnalazioni da farci non esitate a inserire un commento.

[...]Il cast sarà protagonista di un vivace spettacolo curato dalla regista Paola Reggiani, che ha trasposto la vicenda presso la corte imperiale giapponese, tra splendidi kimono originali e continue citazioni cinematografiche.
http://www.arcigay.it/citta-unite-contro-hivaids-2008

[...] La data è il 1 dicembre: il World Aids Day, la giornata mondiale contro l’Aids, compie vent’anni. Un appuntamento importante per riflettere e ricordare di non abbassare la guardia e continuare a promuovere iniziative di prevenzione.
Fra i tanti interventi in programma, l’Asa propone [...] a Milano, il 1 dicembre alle 20, a sostegno del progetto di accompagnamento Asa, il Teatro Dal Verme ospita una serata benefica con il celebre ensemble La Venexiana e Claudio Cavina. Si tratta dell’unica tappa italiana della tournée internazionale de L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi nel nuovo allestimento curato da Paola Reggiani
http://viaggi.corriere.it/dove_consiglia/eventi/2008/aids_world_day_20/eventi_aids_day_2008.shtml

[...] La sensuale musica di Monteverdi, Cavalli, Sacrati e Ferrari, e lo scabroso ed esplicito libretto di Giovan Francesco Busenello raccontano il trionfo dell’amore in tutte le sue forme nel violento intreccio di sesso, morte e politica che portò all’ascesa al trono di Poppea Sabina accanto all’imperatore Nerone.
http://www.freeblogging.it/in-concerto/progetti-musicali/L-incoronazione-di-Poppea-con-La-Venexiana-Concerto-per-il-World-Aids-Day-2008.html

Il 1 Dicembre p.v., in felice coincidenza con l’apertura della grande settimana di festa e cultura che si chiuderà con la prima della Scala e Sant’Ambrogio, La Venexiana, diretta da Claudio Cavina (vincitori del GRAMOPHONE AWARD 2008), offrirà in una serata di beneficenza presso il Teatro Dal Verme, nel cuore di Milano, l’unica tappa italiana della tournée internazionale della nuova produzione de L’incoronazione di Poppea, attribuita a Claudio Monteverdi.
http://www.mariomieli.org/spip.php?article814

[...] Il dramma racconta con straordinaria efficacia, tra scene comiche e tragiche, il trionfo dell’amore in tutte le sue forme nel violento intreccio di sesso, politica e morte che portò all’ascesa al trono imperiale di Poppea Sabina.
http://www.notiziegay.com/?p=20705

[...] Consigli della settimana:
La Venexiana direttore Claudio Cavina Nerone ossia L’incoronazione di Poppea musica attribuita a C. Monteverdi, Teatro Dal Verme, Milano, 1 dicembre, incasso interamente devoluto ad ASA Associazione Solidarietà Aids;
http://www.radio.rai.it/radio3/view.cfm?Q_EV_ID=268406

La Venexiana offre gratuitamente questa rappresentazione alla città di Milano per sensibilizzare il pubblico alle tematiche dell’aids e per raccogliere fondi per i progetti di ASA. Perché questa scelta?
Perché credo che non si possa fare altrimenti! Anzi, credo proprio sia un dovere di noi artisti impegnarsi affinché se ne parli più spesso. La Venexiana ha offerto già due anni fa una rappresentazione di Orfeo a favore di una cooperativa per l’inserimento lavorativo dei disabili mentali. A me sembra impossibile che ci sia ancora un tabù sull’AIDS: è problema riguarda tutti, al di là dell’orientamento sessuale, della classe sociale… al di là qualunque cosa. Stavamo iniziando con il gruppo il lavoro su Poppea quando un mio collaboratore mi ha segnalato l’esistenza di ASA.

intervista a Claudio Cavina
http://cultura.cronacacity.com/?p=172

Emoniziamoci

Ultimamente si respira nell’aria una generale “emofilia”, intendendo con questo termine non la malattia ereditaria, bensì la spasmodica attenzione per la cultura giovanile che vede i suoi adepti fregiarsi del nome di “Emo” (dal sostantivo inglese “emotional”).
Questo particolare interesse ha colpito non i media (pensiamo al recente articolo su “Pride”) ma anche il parlamento, a tal punto da avviare una interrogazione dell’onorevole Antonio de Poli al in data 07/05/08 (http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=100&stile=6).
Peccato che (tenetevi forte) l’allarmismo dei nostri deputati provenga da un sito ironico e satirico (www.nonciclopedia.net) famoso per fare il verso a wikipedia.org. Leggiamo un po’ cosa spaventa de Poli…:

“(…) infatti sul sito internet http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Emo si possono vedere immagini raccapriccianti: ragazzini che si tagliano le vene, altri che si fanno immortalare a bordo strada «in attesa che un pullman li investa», un dito tagliato di netto con una lama, un ragazzo che si spara in bocca. Tali comportamenti vengono mostrati come normalissimi nella quotidianità di un adolescente Emo”

Forse solo Sigmund Freud, Nostradamus o la Maga Magò sarebbero capaci di capire come sia possibile che un essere umano possa, anche solo lontanamente, ritenere attendibile un sito che ha NONCICLOPEDIA per nome.
Facciam quindi l’ABC dell’emo all’onorevole.

  1. Fisicamente possiamo riconoscere un Emo o una Emo dall’acconciatura: il taglio delle fanciulle ricorda un po’ quello di Cleopatra (con l’unica differenza che il frangione sembra essere stato ritoccato da Edward mani di forbice), mentre per i maschietti è considerata irrinunciabile la frangia che deve assolutamente coprire almeno un occhio, un po’ come quando spostiamo le tende di casa per fare entrare la luce.
  2. Gli emo adorano il nero, colore immancabile nel loro abbigliamento, insieme al bianco, se proprio vogliono darsi un po’ di colore per fare allegria scelgono il viola quaresima o il verde acido.
  3. La loro icona non è Madonna e nemmeno Raffaella Carrà, bensì Jack Skeletron, il protagonista del film animato “Nightmare Before Christmas”, che campeggia su portafogli, borsette, cravatte e tanto altro ancora.
  4. Il gruppo sarebbe noto perché pare tragga godimento dal dolore, più si fan male e più sarebbero contenti: in realtà questo non è vero, si tratta semplicemente di uno stratagemma per “darsi un tono” e distinguersi dalla massa, che rifugge dal dolore come i gatti dall’acqua.

Onorevole, io invidio gli Emo. Li invidio non solo perché hanno come icona Jack Skeletron (che in termini di massa pesa quanto Raffaella Carrà ma è più carismatico), ma anche perché grazie a lei sono stati oggetto di un interrogazione parlamentare senza fare assolutamente niente.
Che dire? Emoniziamoci.

 

Lettura dantesca con il MILK!

Ricordiamo a tutti gli amici del MILK il nostro incontro con Dante!
Passa un sabato diverso, un sabato di poesia. Sabato 8 Novembre alle ore 21.00 presso la Casa della Cultura in via Borgogna 3. Saremo lì ad attenderti. Non mancare!

Il suono della Commedia

Negli ultimi anni Dante sta tornando in auge. Talora, però, viene da credere che avrebbe preferito farsi affogare nella palude degli irosi da Filippo Argenti piuttosto che consegnare a noi posteri i suoi capolavori: una recente pubblicità lo manda a scrivere la Commedia sui rotoli di carta igienica, Giobbe Covatta lo “stupra” con le sue imitazioni, l’anno scorso era pure stato soggetto del tema di letteratura per l’esame di maturità (come naturale) venendo però non solo evitato come la peste dagli studenti, ma anche incompreso da chi aveva scritto la traccia… A breve, temo arriveremo al calendario osé di Beatrice live@Paradise…

Ultimamente, poi, è diventato di moda sparare al finocchio con cartucce marca ‘Dante srl’: vi ricordate il buon Andreotti? In merito alla questione DICO ebbe a dire: “Non sarebbe male se tutti, compreso Prodi, si andassero a rileggere Dante: i sodomiti nella Divina Commedia finiscono all’Inferno. Non c’è un quarto girone che si crea per decreto legge”. A Giugno, invece, in occasione del Bologna Pride 08, Davide Rondoni ha pensato bene di utilizzare la Commedia per la solita campagna “i gay non vanno in Paradiso” o, per meglio dire, per l’ancor più classico e commovente “noi vi amiamo misericordiosamente anche se siete dei luridi peccatori pervertiti”.

Povero Dante! Che ha fatto di male? Perché c’è chi pretende di trovare appoggio alle proprie bislacche convinzioni sui nostri diritti utilizzando un testo poetico di un genio che, nato nel 1265, il problema non poteva proprio porselo nei termini in cui possiamo farlo noi? Boh!

Siccome ci risulta impossibile portare una corona d’alloro sulla mai realmente identificata tomba del bistrattato Dante (onde riparare alle colpe di chi lo strumentalizza) noi del MILK abbiamo deciso di organizzare una bella Lectio Dantis (per chi non fosse pratico del latinorum: una lettura dantesca) per il puro gusto di fare qualcosa di bello in compagnia dei nostri concittadini milanesi e apprezzare il poeta per ciò che ha scritto. Rassicuriamo subito gli eventuali dubbiosi: non utilizzeremo l’Alighieri come testimonial per la nostra perfiderrima campagna filo-omosessuale (al contrario di chi lo usa per giustificare le proprie posizioni di morale sociale, ferme giusto giusto tra il XIII e il XIV secolo…).

Il titolo già dovrebbe rassicurarvi: “IL SUONO DELLA COMMEDIA: Percorso – con qualche deviazione – all’interno del poema dantesco“.

Si plachino subito gli amanti della trita barzelletta del “contro natura”: le deviazioni citate non hanno nulla a che fare con la vostra bigotta visione della affettività, e nessuno tenterà di dimostrarvi che Dante e Virgilio fossero più intimi di quanto noto o che Beatrice fosse dedita a pratiche non più che ortodosse per raggiungere il sommo piacere.

A tenere la lettura sarà Claudio Vela, (non quindi Raffaella Carrà come qualcuno poteva temere), docente presso l’Università di Pavia/Cremona, già noto al pubblico per le sue performance dantesche al Festivaletteratura di Mantova (ad esempio) e per i sui lavori per Mondadori, Adelphi, Garzanti, Einaudi, Salerno, Bulzoni, Olschki, CLUEB, ecc…
La location prescelta è la prestigiosa Casa della Cultura, non quindi il Sodoma Party del Gomorra Village.

Partendo proprio dallo stracitato caso di Brunetto Latini, Vela accompagnerà per mano anche i meno preparati alla trecentesca “lingua del bel sì” alla scoperta del capolavoro. E siccome, una volta passati a miglior vita, tutti noi saremo costretti a comprarci un ombrello di amianto per ripararci dalla pioggia di fuoco che ci toccherà sopportare durante il nostro eterno soggiorno nel settimo cerchio, per non peccare di avarizia e rischiare di finire anche nel quarto a spingere massi, l’ingresso sarà gratuito: tutti quindi potranno venire e assorbire qualcuna delle briciole di saggezza che Vela ci donerà. Quando? L’8 Novembre prossimo, alle ore 21 (http://www.milkmilano.com/circolo_di_cultura_omosessuale_milk_milano/i_prossimi_appuntamenti.php).

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Il MILK è un’associazione aperta a tutti, quindi anche a te! Vogliamo affrontare la realtà GLBT milanese a 360 gradi, in svariati campi e organizzando manifestazioni culturali e politiche che possano arricchire l’intera comunità cittadina. Intendiamo operare anche nell’ambito del benessere della comunità, sostenendo in primis (ma non solo) attività di collaborazione diretta con chi si occupa di lotta e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Inoltre, in qualità di associazione di cultura omosessuale, vogliamo rivolgerci alla comunità GLBT fornendo spazio che sia luogo di aggregazione e confronto.

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