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Milk segnala: “Sapere salva la vita” HIV, test e… prossimi progetti.
Nadir onlus, una delle più importanti associazioni italiane attive nella lotta contro l’HIV/AIDS, lancia una campagna informativa su internet per invitare le persone a sottoporsi allo screening periodico di malattie a trasmissione sessuale (tra cui l’HIV). La trasmissione del virus, che avviene soprattutto per via sessuale, può riguardare chiunque: a quasi 30 anni dall’inizio dell’epidemia, persiste la disinformazione e la tendenza a ignorare il proprio stato sierologico. Ne sono nati uno spot ed un sito. Buona visione ed grandi novità da parte nostra su questo tema.
Meglio non rischiare
Mi immagino il meccanismo. E mi fa sorridere.
La mission: parla dei preservativi.
Commento: tutto è stato detto, tanto è stato fatto.
Indizio: pensa alle conseguenze, ai problemi connessi, ai drammi.
Rischio: giocare sullo scandalo, sulla pietà.
Pensieri, sforzi, poi l’idea: parlare delle conseguenze estreme, ma convenzionalmente piacevoli.
Come non averci pensato prima?! Parlare della vita e non della morte.
Un messaggio positivo? No.
Ma si parla della vita come energia e non come dono, come dice la mia nonna, “è troppo vivo”.
E quindi per parlare di profilattici, si parla di bambini ma non malati o soli.
Ma indesiderabili, nel loro essere tremendi.
Messaggio recepito? Lo so, si capisce poco.
Allora guardate lo spot e ditemi se secondo voi funziona.
E mi immagino il meccanismo:
Human Ball
Negli ultimi anni l’AIDS è stato un tema discusso ma, purtroppo, alcune prese di posizione con gli anni si sono rivelate sbagliate. L’allarmismo e il terrorismo psicologico molte volte sono tanto dannose quanto le mancate precauzioni. Negli ultimi anni si è quindi cercato di ricorrere a filmati per illustrare le tematiche legate all’AIDS scegliendo come immagini delle allegorie e dei messaggi precisi, diretti, ma mai catastrofici. In questo video saltano subito all’occhio la povertà di colori dei personaggi virtuali e, sul piano opposto, il canto della madre che accompagna le immagini.
Vengono denunciate sia la velocità sia le dimensioni con i quali il contagio può essere trasmesso ed espandersi, distruggendo ogni cosa, nei paesi in cui non sono garantiti un corretto sistema di informazione, l’accesso diretto ed effettivo alle cure e le reali possibilità di prevenzione. Ciò che, a mio avviso, rende particolarmente rilevante il filmato è il lanciato sul finale, un messaggio purtroppo diffuso troppo poco: è possibile fermare l’AIDS, è possibile arginarlo, è possibile, con le dovute precauzioni, imparare a conviverci.
Ma non sempre si hanno le risorse per farlo, e il video denuncia che per fermare, o almeno frenare, i danni del virus dobbiamo collaborare e fornire i mezzi per farlo anche a chi non li possiede. Non si tratta solo di un impegno sociale, frenare le conseguenze di questa diffusione significa anche un domani avere meno ripercussioni a livello personale.
Sta a noi agire, in qualunque modo si decida di farlo, per sconfiggere un nemico comune.




