Transizionario: Prostituzione 2

Carissimi e carissime! Come vi avevo promesso nel post precedente sulla prostituzione, ecco la continuazione del mio articolo: la definizione della prostituzione.
La prostituzione può essere classificata in ampi gruppi, ognuno con le proprie specificità e modalità di esercizio, a seconda del genere o orientamento sessuale di chi offre il servizio o a seconda del servizio offerto. Si hanno dunque la prostituzione femminile, la prostituzione maschile e la prostituzione transessuale.
A questi macrogruppi va aggiunto il fenomeno della prostituzione minorile, quello della prostituzione virtuale voyeuristica ed offerta via internet con le telecamere e quello degli assistenti sessuali, servizio di natura sessuale rivolto ai disabili che prevede un compenso pecuniario.
Le modalità di esercizio della prostituzione, che subisce sovente un forte ostracismo sociale ed in molti Paesi è illegale, sono ampie e variegate. È molto comune la prostituzione di strada, con l’esercitante che offre i suoi servizi sulla via, camminando o attendendo, e generalmente, ma non nel caso di prostituzione maschile, in vestiti appariscenti. La prestazione sessuale è sovente consumata in auto o in stanze in affitto in hotel. Le prostitute di strada sono chiamate anche “lavoratrici di strada”.
Generalmente l’offerta di prostituzione di strada si concentra in ben determinate vie ad alta percorrenza o in quartieri periferici. In alcuni Stati vi sono zone dedicate all’esercizio della prostituzione, i cosiddetti quartieri a luci rosse. La prostituzione, in alcuni paesi è esercitata in luoghi deputati, chiamati bordelli, oppure gli esercitanti organizzano case di appuntamento. In Italia, dove sono illegali bordelli e case di appuntamento, sono stati denunciati numerosi sex club che ne facevano le veci.
Un’altra modalità di esercizio della prostituzione è quella di accompagnatori ed accompagnatrici o escort, che si offrono con le più disparate modalità: autonomamente con annunci su internet o sulla stampa cartacea, o celati dietro agenzie di accompagnatori, anche se non tutte le agenzie di accompagnatori offrono servizi sessuali al cliente. Ad un contatto telefonico segue la prestazione che avviene sovente presso la residenza del richiedente del servizio o in hotel. Anche dove la prostituzione è legale il servizio di escort è comune. Tra le modalità di fruizione della prostituzione è annoverato, infine, il turismo sessuale.
Rispetto all’offerta sessuale, gli esercitanti la prostituzione possono essere specializzati o offrire prestazioni generiche, anche molto diversificate: dal semplice voyeurismo con lo spogliarello, massaggio, masturbazione, per arrivare alla prestazione sessuale completa o a variazioni del tema come sedute sadomaso, registrazione di film pornografici, ecc…
Le tariffe variano sia a seconda della prestazione richiesta che dei tempi.
Come sempre non finisce qui: continua al prossimo post…
Un carissimo saluto!
Antonia Monopoli





Si ma che c’entra la prostituzione con la transessualità?
Ma è possibile che ogni volta che si parla di transessualità bisogna parlare di prostituzione?!?
Conosco una cifra di transessuali mtf e ftm che non si prostituiscono e non vogliono farlo, continuando ad associare la transessualità con la prostituzione in ogni luogo non facciamo altro che far passare alla gente il messaggio che sono quello possiamo (e sappiamo e vogliamo) fare!
Firmato:
un ftm stufo
Ciao, “Ftm stufo”!
Sono il portavoce di questa associazione e ti volevo anzitutto ringraziare per aver scritto le tue opinioni su questa bacheca. Forse però non hai letto tutti i post del blog. Se avrai la voglia e la pazienza di curiosare, ti accorgerai che non è affatto vero che ogni volta che si parli di transessualità la si associ alla prostituzione, quantomeno da noi… Anzi, su una notevole quantità di post messi sul blog (non solo nel transizionario)sono solo 3 in cui si accenna alla realtà della prostituzione in collegamento al mondo transessuale. Ai nostri incontri dedicati al tema – e spero vorrai partecipare ai prossimi – l’immagine data alle realtà transessuali dalle testimonianze e dalle argomentazioni è quantomeno “rasserenante”.
Noi stessi abbiamo in associazione transessuali che sono garanti proprio di questo, credo, e ne sono garanti esponendosi con il proprio nome e cognome.
Considera poi che il “Transizionario” è un dizionarietto ad uso di chi non conosce le molteplici realtà trans e vuole essere omnicomprensivo. Se ne occupa la nostra cara Antonia, che è operatrice sociale alla pari di ALA, una donna transessuale che ha messo la faccia sempre nelle lotte per la dignità delle persone T. Se ha deciso di affrontare serenamente questo argomento è perché esso è presente in alcune situazioni e negarne l’esistenza sarebbe sciocco. Preferisco che a spiegarlo alla gente sia una persona che ci faccia capire perché alcune transessuali (ma ci sono anche ftm) siano costrette a prostituirsi o scelgano di farlo, piuttosto che me lo dica in modo capzioso il primo transofobo che passa per strada.
E’ una realtà molto dura che stiamo imparando a conoscere attraverso il nostro piccolo progetto di assistenza alle sex workers: ribadiamo, ovvio che la transessualità non implica prostituzione, ma questo fenomeno (specie per le trans straniere e senza permesso di soggiorno) c’è: dobbiamo forse chiuderci la testa sotto terra come uno struzzo? Non credo proprio, dobbiamo solo capire, ed imparare ed evitare che qualcuno strumentalizzi questa realtà per ferire le persone trans, a prescindere dal lavoro che fanno. Un caro abbraccio,
Stefano
Ciao Stefano, ho letto con molta e acuta attenzione la tua risposta e devo dire che è stata molto appagante ciò che hai scritto, non sò come altro ringraziarti con un semplice GRAZIE, davvero GRAZIE di cuore….
Antonia Monopoli