Transizionario: Prostituzione
Care e cari lettori, in questo nuovo appuntamento con il transizionario vorrei iniziare a parlarvi della Prostituzione, che nella storia e nella vita di una Transessuale, ieri come oggi, può essere una scelta forzata e presente.
Nel post precedente a questo ho accennato allo “stigma sociale verso le transessuali MtF (…) tale da rendere difficile l’inserimento lavorativo delle stesse. Se a questo si aggiunge che spesso le famiglie ripudiano il figlio diventata figlia transessuale e i costi della transizione, diventa evidente una spinta della stessa società affinché la transessuale si dedichi alla prostituzione per sopravvivere”.
Con il termine prostituzione si indica l’attività di chi offre prestazioni sessuali, dietro pagamento di un corrispettivo in denaro. L’attività, fornita da persone di qualsiasi orientamento sessuale, può avere carattere autonomo, professionale, abituale o saltuario. L’uso del termine non è univoco e a seconda del Paese, del periodo storico o del contesto socio-culturale può includere qualsiasi atto sessuale e qualsiasi tipo di compenso (anche non in denaro) o indicare, moralisticamente ed erroneamente, coloro che intrattengono atti sessuali fuori dal matrimonio, o uno stile di vita simile a coloro che offrono le prestazioni o chi intrattiene atti sessuali disapprovati. Può indicare anche un comportamento zelante più del dovuto nei confronti di un superiore, finalizzato all’ottenimento di gratifiche lavorative o economiche.
Strettamente legato alla prostituzione è il suo sfruttamento, o lenocinio, praticato per trarre profitto dall’attività della donna, da parte di persone che generalmente si presentano come protettori. Inoltre vi sono altre figure legate al fenomeno della prostituzione per cui può configurarsi, al posto dello sfruttamento vero e proprio, il reato di favoreggiamento. La prostituzione nel mondo è regolamentata giuridicamente in modo ampio e variegato, dalla pena di morte alla legalizzazione completa.
Cari lettori il post non è finito qui, anzi continua… e quindi… al prossimo appuntamento!
Un abbraccio forte…
Antonia Monopoli





E’ vero che la prostituzione per molte transessuali è una scelta forzata.
La famiglia le ripudia, i datori di lavoro non le vogliono…diventa difficile trovare un lavoro che non sia legato alla morbosità sessuale.
Il libro della Romano in cui viene intervistata tra l’altro anche Antonia spiega bene che è vero che esistono associazioni, ma spesso viene fatto un pastone tra varie tipologie svantaggiate: ex drogati, ex criminali…e persone transessuali anche incensurate.
Inoltre spesso sono disorganizzate, sono coperture per fregare fondi regionali…e comunque va spesso a finire a tarallucci e vino.
Sarebbe bello che come in Germania, se non mi sbaglio, fosse possibile cambiare magari anche semplicemente il nome anagrafico, e non proprio la riassegnazione legale del genere. Magari proponendo un nome neutro e schivo, in modo da non creare shock quando il datore di lavoro si trova davanti una bella ragazza per poi scoprire che si chiama Pietro.
A parte i casi, di transizioni appena iniziate o di transgenderismo che non fa ricorso a ormoni e interventi, o semplicemente casi in cui nonostante tutto si vede il sesso biologico, in cui anche dopo la riassegnazione i pregiudizi rimangono.
E’ chiaramente un problema, ma si aggrava se la persona è straniera e “clandestina”.
C’è una diffidenza reciproca tra transessuali senza permesso di soggiorno e associazioni di transessuali italiane. Ho notato in alcune transessuali italiane anche una certa ritrosia e una volontà di creare un “distacco” rispetto alle transessuali prostitute e straniere. Sottolineavano il fatto che “quelle non sono transessuali, sono viados, hanno la mazza sotto, è tutta chirurgia, non prendono ormoni”…senza considerare che “la mazza sotto” serve per fare l’unico lavoro a loro concesso e spesso non potendo entrare in strutture sanitarie non fanno un percorso psicologico che faccia capire loro i cambiamenti dovuti alla chirurgia, a percorsi ormonali parziali e totali.
E’ anche comprensibile comunque una certa “allergia” delle transessuali italiane integrate in lavori “rispettabili” e nell’attivismo verso un mondo che le danneggia indirettamente, perchè la persona media, anche LBG, spesso associa prostituzione a transessualità, quando i numeri dicono altro…se si contano le transessuali italiane un’alta percentuale fa lavori onesti e ha studiato (poi è anche questione di “culo”…di apertura mentale della famiglia), e se si contano gli ftm la percentuale di lavoratori integrati aumenta (vuoi anche per una quasi indistinguibilità estetica coi biologici).
Una transessuale mi ricordo che, dopo il caso Marrazzo, era indignata da un movimento di transessuali sudamericane che era sceso in piazza portando una sorta di “sex worker pride” con cartelli tipo “la notte è nostra” ed era avvilita da questo vanto dell’uso del corpo. La sua posizione, di attivista integrata, non è che discriminasse la prostituzione, ma la vedeva come l’ultima spiaggia, e non qualcosa di positivo.
Ho comunque certezza che iniziative come le “ronde del tè” possano aiutare alcune persone sole e disinformate ad avere chiarimenti sia sulle possibilità di transizione, sia sulle possibilità lavorative, sia su controlli importantissimi di salute.
Come disse una persona che stimo “io semino, poi non sta a me sapere dove fiorirà”
Ciao Ghery, grazie per la tua riflessione rispetto alle transessuali italiane e straniere, ma vorrei dirti che c’è molta disinformazione sui vari targhet, mi piacerebbe che queste informazioni te le darei magari ad una proiezione di Crisalidi con dibattito a seguire magari con tanta gente che come tè è curiosa di informazione ma è anche confusa, infatti ciò che sai e che hai scritto sulle trans italiane e straniere non è realmente la verità, ma ripeto magari in un futuro prossimo se il MILK vorrà organizzare una priezione di Crisalidi sarò ben lieta di accontentare e o esaudire tutte le domande curiose e un pò confuse dei lettori grazie……
si si ti avevo preannuciato che nelle mie risposte ci sarebbe potuta essere “ignoranza”. Del resto non ho mai frequentato associazioni transessuali e quello che so lo so da internet, libri (che poi vanno interpretati secondo le conoscenze pre acquisite).
Si mi piacerebbe parlarne. Considera che le trans che ho citato erano trans conosciute in rete e non attiviste, che davano pareri personali, spesso non “colti”.
Carissime,
sono lieto che la scelta di portare sul nostro blog il transizionario apra dibattiti e porti ad una maggiore conoscenza dei fenomeni legati al mondo trans (che sono argomento di interesse, come dimostrato dalle impennate di lettori che il blog ottiene ogni volta esce un nuovo post a riguardo). Proprio per questo, proprio perché questo blog lo leggono anche persone che al Milk non possono venire per migliaia di motivi diversi, e dato che al momento non è prevista in tempi ragionevoli alcuna proiezione del bel documentario “Crisalidi” nel nostro calendario, sarebbe carino che queste pagine on-line fossero – compatibilmente con gli impegni e il tempo di ciascuno – il luogo dove aprire una discussione in merito, rispondere a domande, sfatare luoghi comuni. Così tutti potranno leggere e commentare. Antonia è un’ottima maestra sull’argomento e trovo che Ghery ponga delle legittime osservazioni da molti punti di vista. Perché non spiegare qui sotto quali sono i luoghi comuni da sfatare? E le nostre lettrici e i nostri lettori trans, cosa ne pensano?
Certamente Stefano, potrei anche rispondere qui alle domande che ha fatto Ghery e sfatare tanti luoghi comuni anche se sicuramente rispondere a tutte le domande il blog diventerebbe un papiro unico cmqe. Io sono completamente sicura che la prostituzione sia per molte persone Trans una scelta forzata ancora oggi indipendentemente dalla nazionalità, religione, pelle ecc. ecc. Perchè dico questo, e perchè ne sono fermamente convinta, una volta fino a qualche anno fà per le persone Trans Italiane era una scelta obbligata perchè era l’unica possibilità di sopravvivenza, le Trans italiane che si dedicavano alla prostituzione erano tutte del sud italia immigrate al nord e quindi Siciliane, Calabresi, Pugliesi, Napoletane poche del Lazio e Lombarde perchè la realtà Trans del sud Italia era e lo è tutt’ora ben diversa dalla realtà Trans del nord. Perchè!! Perchè al sud le persone Trans che si svelavano alla società famiglie comprese venivano ripudiate e o lapidate dalle stesse famiglie anzi a volte mettevano sù una scenografia tale da portare un lutto per morte della persona trans che si svelava. Mentre le Trans del nord per fortuna alcune famiglie accettavano la Transessuale in casa con dei compromessi molto alti a volte, anche se a volte non era così e quindi come le Trans del sud le Trans del Nord si decavano alla prostituzione anche per mantenere i costi di una transizione e femminilizzazione del corpo. Oggi come oggi le Trans italiane per fortuna e anche grazie al lavoro di associazioni di riferimento T* e attivisti T* la vita è cambiata e quindi oggi la Trans italiana può scegliere un’altra alternativa a quella della prostituzione e integrarsi nel mondo del lavoro, sicuramente con tante difficoltà soprattutto la visibiltà. La visibilità di alcune Donne Transessuali è un’arma a doppio taglio prima e dopo l’intervento di riassegnazione chirurgica sessuale. E quindi alcune rinunciano ad un’integrazione sociale lavorativa e continuano a prostituirsi, anche perchè nell’integrazione sociale lavorativa ci sono spesso dei perzzi molto alti da pagare tipo lo stigma sociale e cultura. Spero che con questa prima risposta vi illumino di alcune informazioni grazie….Antonia.
Come sempre, Antonia, sei chiara e limpida!!! Grazie!!!
Si hai ragione Antonia. In generale per le persone LBGT svelarsi in realtà meridionale è un problema ancora adesso.
Dopo qualche tempo dal flusso migratorio delle Trans del sud verso il nord, c’è stato il flusso delle Trans extracomunitarie e quindi Sud America, Brasiliane, Equador, Perù e poche altre da altre nazionalità magari per diverse ragioni tra queste rifugiati politici perchè al loro paese rischiavano la morte, ancora oggi esistente. All’epoca e ancora tutt’oggi le Transessuali migrano verso l’Italia, la Francia, la Spagna perchè si lavora tantissimo nel prostituirsi. La maggior parte delle Trans ecxtracomunitarie vivono in paesi e o famiglie molto povere tipo in Brasile nelle Favelas, e le stesse famiglie quando vedono nel figli* una diversità le inducono alla prostituzione per sfamare la famiglia di 6/8/10 e anche più componenti. E quindi incominciano al loro paese la prostituzione minorile nel frettempo tra i 10 e 15 anni del minore incomincia una terapia ormonale fai da tè. Una volta diventate maggiorenni emigrano verso i paesi dove si potrebbe lavorare meglio e mandare a casa soldi per sfamare un’itera famiglia, comprare delle case per la stessa famiglia e uscire da una realtà come le Favelas, e o per mandare a scuola i fratelli/sorelle/nipoti, per avere un titolo di studio e non patire la povertà o la fame come hanno patito le stesse Trans. Naturamente il flusso migratorio a volte avviene dietro un’organizzazione del loro paese in cui le pagano il viaggio, le danno una casa o meglio un letto per poter dormire a costi altissimi, e poi le danno un pezzo di marciapiede e le chiedono di riscattarlo economicamente e quindi la Transessuale dovrà dare a questa organizzazione tra i 15 e i 20 mila euro che a volte aumentano, dipende sempre da chi ci stà dietro questa organizzazione. Naturalmente le organizzazioni le procurano un permesso di soggiorno per 3 mesi ma l’organizzazione il PS se lo tengono loro per poter ricattare meglio la Transessuale e quindi migra clandestinamente e si prostituisce nei nostri paesi con tutti i rischi che comporta la strada e la clandestinità, oltre alla sopravvivenza e mandare i soldi necessari alle famiglie. Una volta aver accumulato dei soldi in più investono sul loro corpo con chirurgia estetica e silicone liquido per modellare il loro corpo perchè il mercato della prostituzione e o i paesi in cui si prostituisce la Trans Straniera dovrebbe rietrare nello stereotipo transessuale=donna genetica formosa, di solito rientrano al loro paese di origine per femminilizzare il corpo, dal momento che la chirurgia estetica costa meno rispetto ai nostri paesi e o prezzi, per poi ritornare più FAVOLOSE da poter smettere la terapia ormonale fai da tè e lavorare ancora meglio, perchè il mercato della prostituzione trans chiede che i genitali maschili hanno una funzionalità nel lavoro.
Questa è una mia seconda risposta a Ghery, in modo che smontiamo dei castelli di sabbia….grazie…Antonia.
Ci sono poche Trans Straniere che denunciamo i propri sfuttatori per paura delle minacce di morte in cui gli stessi sfruttatori fanno alla Transessuale e alla famiglia di origine. Quelle che ci riescono grazie ad associazioni che si occupano della Fuori Uscita della Tratta in cui purtroppo ancora oggi nonostante molte associazioni lavorano sulla prostituzione Trans da anni, non hanno strutture adatte per le Trans. Altre invece dopo essersi riscattate una serie di situazioni incominciano a pensare a se stesse e a cosa fare nella vita, alcune riescono ad integrasi nella società con difficoltà, nel lavoro sempre con difficoltà. Perchè con difficoltà?? Perchè alcune Transessuali extracomunitarie come le Transessuali comunitarie sono molto visibili, e la visibilità ha ancora uno stigma sociale e culturale, altre invece continuano a prostituirsi e quindi ad avere una certa autoconsapevolezza di se stessi e nella prostituzione da poter essere chiamate SEX WORKERS e o ESCORT, naturamente continuano per poter accumulare un potenziale conto corrente al loro paese per avere oltre la sicurezza di aver dato una certa stabilità alla famiglia di origine, cercano di assicurarsi per lo meno per chi ci riesce, una vecchiaia agiata. Alcune si attivano al loro paese e o anche alcune in Italia per essere riconoscute nei loro diritti presso alcune associazioni di rifeimento TLGB. La cosa e o la situazione che ci unisce tra le Trans del Sud, del Nord, Europee e Extracomunitarie è la Transizione poi come la facciamo, dove la facciamo, i nostri vissuti le nostre opinioni, le nostre culture, i nostri valori, le nostre credenze politiche e o religiose, e o l’orientamento sessuale sono completamente diversi, ogni persona Trans ha un suo vissuto nonostante continuiamo a emigrare da un sesso all’altro, da un genere all’altro, da un paese all’altro, da una regione all’altra, da una nazione all’altra siamo un popolo migrante sempre in movimento cercando di arricchire le persone che incontriamo sulla diversità e o TRANSUSSUALITA’…..grazie a tutti spero vi abbia chairito delle idee per qualsiasi altra domanda sarò a vostra disposizione…..ciao arrivederci a domani in L’AMORE SPIAZZA – IN PIAZZA PER ESSERE E PER AMARE!!!