Archive for the ‘BENESSERE’ Category
News dalla lotta alle MTS
Pur non essendo un medico, ma un semplice volontario, sono stato accreditato come rappresentante del Milk e come Volontario del Cassero Salute di Bologna all’ultimo Congresso Nazionale di Virologia Medica, tenutosi a Milano gli scorsi 5, 6 e 7 Maggio. Numerose sono state le presenze di medici e virologi anche a livello internazionale. Eccovi la breve cronaca di quanto avvenuto e detto.
Il primo giorno di lavori verteva sui virus dell’influenza, specificatamente A. Nel pomeriggio vi è stata la tavola rotonda su Immunità Genetica e Infezioni Virali tenuta dal Prof. De Rossi (Università di Padova). Si è riscontrato un numeroso aumento in Italia di casi di Epatite A, B e C, a causa della insufficiente informazione e sulla ridotta prevenzione tramite vaccinazione da parte della cittadinanza.
Nella seconda giornata sono stati toccati i temi realativi alle infezioni virali post trapianto con interventi di un gruppo di ricerca dell’Ospedale di Bergamo presieduto dalla Dott.sa Callegaro. Molto interessante, poi, è stato l’intervento dell’Infettivologo Dott. Borderi di Bologna, sulle malattie ossee per persone infette da HIV.
Altro tema importante emerso è il costo dei farmaci per persone colpite dai HIV AIDS: offrendo i dati relativi alla sola Regione Lombardia, sul totale della spesa medica regionale, per tali pazienti risulta spesa una cifra enorme, indice del fatto che il numero degli infetti in cura cresce ponendo sempre più questioni logistiche al sistema sanitario. I dati sono stati forniti dal Prof. Filice di Pavia. Read the rest of this entry »
Sieropositività e Corriere della Sera

La recente pubblicazione da parte de Il Corriere della Sera della lettera di una ragazza ventunenne sieropositiva, ha riacceso un dibattito che a nostro giudizio non avrebbe dovuto essere - agli occhi dell’opinione pubblica – mai spento: l’AIDS esiste ed è un problema. Come associazione glbt, il Milk ha tra i propri scopi statutari la sensibilzzazione e l’informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili non solo all’interno delle realtà omosessuali milanesi ma anche nel “mondo etero”. Al momento, nelle nostre ridottissime possibilità, ci siamo mossi soprattutto verso un pubblico estremamente giovane. La lettera della ragazza bocconiana ha dato vita anche nella mailing list interna al consiglio direttivo dell’associazione ad una serie di considerazioni: tra chi riteneva che fosse opportuno scrivere al Corriere dicendo “Beh e ce ne siamo accorti solo ora quando sono anni che ASA, Lila, Anlaids, ALA lottano in merito” e chi si è scaldato molto – pur sottolineando la comprensione dovuta all’autrice - per la selva di pregiudizi e preconcetti sulla malattia stessa che quella lettera porta con sé. Abbiamo deciso di pubblicare l’intervento di Luca Proverbio, nostro consigliere, per ampliare il dibattito a tutti coloro che al Milk sono legati o semplicemente desiderino dare il proprio apporto. Read the rest of this entry »
Glitter and… be gay?
Glitter and be Gay. No, non è la frase di lancio dell’ultimo lucidalabbra della Revlon e neppure il titolo di un nuovo sketch di Marcello Cesena: Glitter and be Gay (letteralmente risplendi e sii gaio) è una delle più celebri arie scritta per l’Operetta Candide di Leonard Bernstein, una bizzarra ma riuscitissima trasposizione dell’omonimo racconto filosofico di Voltaire.
Ma Glitter and be gay non è solo questo: per la sua particolare difficoltà è considerato un vero e proprio “spaccavoce”; una composizione capace di mettere in serie difficoltà anche il soprano più navigato. Una melodia a cui Berntesin teneva moltissimo, tanto da passare ore e ore a provarla e perfezionarla insieme a Barbara Cook, interprete originale dell’operetta, fino a rendere la sua performance talmente sublime da entrare di diritto nella storia della musica contemporanea.
Glitter and be gay è diventata negli anni sempre più popolare e familiare al pubblico di tutto il mondo, in particolar modo a quello gay, che già dalla prima esecuzione non si è fatto sfuggire la stupenda valenza camp e l’ironia presente nel sottotesto (guardate il video e capirete perché).
Glitter and be gay è sopratutto una canzone gioiosa, piena di vita e di energia, ed è proprio per questo che abbiamo pensato di proporvela oggi, giornata mondiale per la lotta conto l’aids, nella sfavillante interpretazione interpretazione di Kristin Chenoweth accompagnata New York Philharmonic. Per ricordare che la lotta all’AIDS continua e il Milk è in prima linea per questa “battaglia”.
Prendendo in prestito le parole di Darius, uno dei protagonisti HIV positivi della bellissima commedia Jeffrey di Paul Rudnick, “[le cose belle della vita come] i bei ragazzi, Liza [Minnelli] e i pettegolezzi non sono una cura per l’Aids – ma sono il suo (della malattia) esatto contrario”. Continuare a combattere non è la cura all’AIDS…. ma il suo esatto contrario.
Alessandro Martini
Milk segnala: “Sapere salva la vita” HIV, test e… prossimi progetti.
Nadir onlus, una delle più importanti associazioni italiane attive nella lotta contro l’HIV/AIDS, lancia una campagna informativa su internet per invitare le persone a sottoporsi allo screening periodico di malattie a trasmissione sessuale (tra cui l’HIV). La trasmissione del virus, che avviene soprattutto per via sessuale, può riguardare chiunque: a quasi 30 anni dall’inizio dell’epidemia, persiste la disinformazione e la tendenza a ignorare il proprio stato sierologico. Ne sono nati uno spot ed un sito. Buona visione ed grandi novità da parte nostra su questo tema.
Viaggio negli USA
Riceviamo da Fabio Bezzi questo post, che pubblichiamo molto volontieri.
Alle persone sieropositive a tutt’oggi è ufficialmente vietato l’ingresso negli USA. Di questo scandalo nessuno parla così anche le persone che potrebbero essere interessante ne rimangono all’oscuro. Solo piccoli trafiletti in riviste dirette ad un pubblico gay ne accennano, mentre le grandi testate nazionali tacciono completamente la notizia.
Il divieto per legge comporta il fatto che se una persona è in terapia farmacologica è costretta a nascondere i farmaci all’ingresso negli Stati Uniti per non essere bloccati poiché gli schemi terapeutici sono uguali in tutto il mondo e i farmaci facilmente riconoscibili. La stessa LILA (Lega Italiana per la Lotta all’AIDS) consiglia questa procedura.
La legge, promulgata nel 1987 e confermata nel 1994 dal Congresso Americano, ha prodotto alcune sgradevoli e pericolose conseguenze, segnalate in una lettera al congresso stesso da ben 160 associazioni: esperti del virus dell’HIV, a loro volta sieropositivi, non hanno potuto presenziare a conferenze tenutesi sul suolo americano, e molti studenti stranieri non si sono sottoposti a controlli per la paura di essere espulsi dal Paese.
Il senatore Kerry, già candidato democratico alla Casa Bianca, e il repubblicano Gordon Smith hanno promosso l’abrogazione di questa norma nella proposta di legge che stanzia 50 miliardi di dollari in 5 anni per la lotta all’Aids in Africa e nei paesi del terzo mondo. Ora si aspetta la firma del presidente Bush per l’abrogazione definitiva, ma a tutt’oggi non ci sono notizie in questo senso. A questo link potete trovare le ultime novità pubblicate in rete: http://www.sieropositivo.it/?channel=26&ID=3446
Il divieto di ingresso per le persone con il virus dell’Aids e’ in vigore, oltre che negli Usa, in altre nazioni, tra cui Sudan, Arabia saudita, Libia e Russia. Di seguito il link alla petizione internazionale che si può firmare on-line per chiedere l’abrogazione della norma clikkando su CAMPAGNA ONLINE: http://www.sieropositivo.it/?channel=29&ID=3375
Meglio non rischiare
Mi immagino il meccanismo. E mi fa sorridere.
La mission: parla dei preservativi.
Commento: tutto è stato detto, tanto è stato fatto.
Indizio: pensa alle conseguenze, ai problemi connessi, ai drammi.
Rischio: giocare sullo scandalo, sulla pietà.
Pensieri, sforzi, poi l’idea: parlare delle conseguenze estreme, ma convenzionalmente piacevoli.
Come non averci pensato prima?! Parlare della vita e non della morte.
Un messaggio positivo? No.
Ma si parla della vita come energia e non come dono, come dice la mia nonna, “è troppo vivo”.
E quindi per parlare di profilattici, si parla di bambini ma non malati o soli.
Ma indesiderabili, nel loro essere tremendi.
Messaggio recepito? Lo so, si capisce poco.
Allora guardate lo spot e ditemi se secondo voi funziona.
E mi immagino il meccanismo:
L’aereo
Due uomini, due divise, uno sguardo.
E fu così che i due presero il volo, un’occhiata fu sufficiente. In un attimo di travolgente trasporto abbandonarono le loro postazioni e i loro ruoli, lasciarono a terra le divise e si concessero i corpi.
Sulle ali del desiderio, furono attimi di vera passione, di sconvolgente onestà.
Poi i sorrisi delicati del dopo, le attenzioni morbide dei fiati affannati e dei tratti distesi. E il ritorno alla vita normale, al dovere della sorveglianza, all’imperativo dell’efficienza e della compostezza.
Ma non fu così, una maniglia gli rimase in mano, una porta chiusa e un sorriso impietrito.
Fuori solo una cabina sguarnita.
Vola, quell’aereo. Da solo. Ma in tutto questo attimo di follia sconsiderata c’è una buona notizia, e ve la lascio scoprire guardando il filmato.
Storia di un bacio
Me l’ha detto martedì. Ha scelto di venire in Italia tre giorni per una “vacanza” a casa mia, e me l’ha detto. Io sdraiato a pancia in giù sul letto a leggere, lui appoggiato al pilastro con una tazza di tè in mano. L’ho baciato a lungo, credo cinque, sei minuti filati, senza dire nulla o permettergli di parlare. Non è il mio ragazzo, non lo sarà mai, non mi è mai frullato per la testa che potesse esserlo. Ma quel gesto, che è venuto spontaneo, è in genere quello proprio di due innamorati, uno degli atti più intimi, più carichi di significato che due ragazzi possano compiere. E’ quando bacio che mi abbandono ad un altro e lo sento mio per la prima volta.Non so esattamente perché l’ho fatto così d’improvviso, davvero… e mi sono reso conto solo dopo del significato che quel gesto ha avuto per lui (con le lacrime agli occhi) e per me, che negli ultimi anni ho pian piano superato tutti gli stupidi tabù messimi in testa da mia madre, dal mondo in cui sono vissuto quando il caso scoppiò… perché una cosa è superare razionalmente le cose, un’altra è che di istinto tu sappia cosa fare immediatamente. “Stefano, I’m 22. I’m very hill. I’m hiv positive”. Jean, tranquillo, ti aspettano ancora molti baci.
Human Hourglass
Il video della Sidection “The Human Hourglass” riesce, grazie ad un linguaggio metaforico, a comunicare in modo molto diretto messaggi che devono divenire oggetto di riflessione dello spettatore. Il primo importantissimo dato è che davanti all’AIDS siamo tutti uguali, non ci sono divisioni di religione, orientamento, razza, fascia di reddito, pratiche sessuali: siamo nudi.
Questo nemico comune deve poi essere affrontato in tempo, perché colpisce inesorabilmente una massa di corpi indistinta. Le due metà della clessidra, caratterizzate dalla presenza di una luce calda e una fredda, da un movimento e da una stasi, sono divise da un singolo foro dove può passare una sola persona, in modo cadenzato e costante.
Ignorare questo singolo individuo significa anche condannare sé stessi e gli altri. Unire le forze è l’unico modo per prevenire, per fare in modo che una persona non si ritrovi sola a dover affrontare la malattia.





