Archive for the ‘CULTURA’ Category

Dan Nicoletta: l’uomo che ritrasse l’amore gay

Dan Nicoletta è un artista di straordinaria modernità: il solo fatto che la sua carriera sia iniziata con uno stage lo dimostra. Aveva 19 anni, era il 1975 ed il suo apprendistato cominciò con Crawford Barton che presto sarebbe diventato uno dei fotografi di punta di The Advocate.
Agli esordi di Nicoletta c’è stato però anche un altro personaggio fondamentale dell’epoca: Dan e la sua Contax avevano infatti l’obiettivo costantemente puntato su quel distretto di Castro, una vera e propria mecca LGBT, che di lì a poco avrebbe assistito all’elezione di un carismatico proprietario di un negozio di macchine fotografiche.
Fu proprio dal negozio di Harvey Milk, il suo nome vi dice qualcosa?, che Nicoletta iniziò a documentare con il suo sguardo personale e attento la comunità di San Francisco, concentrandosi in particolare su coloro che per la prima volta sperimentavano il proprio amore in pubblico. Read the rest of this entry »

Lady Oscar à la russe!

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Domandina: ve la ricordate la bella bimba “con biondi capelli e rose di guancia”? “Il buon padre voleva un maschietto, ma, ahimé!” era nata lei? Ovviamente sì: ve la ricordate eccome. Ecco, bene. E se vi dicessi che un personaggio storico straordinariamente simile a “madamigella Oscar” nonché cronologicamente a lei molto vicino è realmente esistito?

La fanciulla in questione, però, visse più tardi, in epoca imperiale, e non era una francese, bensì (udite udite!) una russa.  Il suo nome era Nadežda Andreevna Durova (nel dipinto qui a lato). Nata nel 1783, figlia di un maggiore dell’esercito, crebbe nell’ambiente militare, come bambinaie ebbe gli attendenti di campo del padre e alle bambole preferì i fucili. Scarichi, s’intende.

Leggenda vuole (e in  Russia ogni leggenda può essere Storia e viceversa) che la madre, isterica, gettò la figlioletta neonata fuori dallo sportello della carrozza di famiglia e che da adolescente, la ragazza riuscì ad addomesticare da sola un cavallo ritenuto indomabile. Quel che è certo è che raggiunta la maggiore età, la fanciulla sposò un magistrato di provincia cui diede un figlio. In altre parole, le toccò il destino comune a tutte le donne della sua epoca e del suo censo.
Contrariamente alla quasi totalità delle dame ottocentesche di cui s’abbia notizia, però, la Durova nel 1805, a soli tre anni dalle nozze, abbandonò di punto in bianco marito e pargolo, decisa ad intraprendere la carriera militare. E per farlo, naturalmente, dovette travestirsi da uomo. Sotto il falso nome di Aleksander Sokolov, la Durova entrò nell’esercito e partecipò alla campagna di Prussia del 1806-1807. Successivamente, guadagnatasi ormai la curiosità dei contemporanei e una notevole fama in patria, “Lady Aleksander” combatté nelle battaglie di Smolensk e della Moscova del 1812 contro l’esercito di Napoleone. So cosa i più romantici tra i lettori si staranno chiedendo: e la Corte? I balli? I pizzi e i merletti? Mi spiace: non ce ne sono. Read the rest of this entry »

A chiare lettere 2: la Yourcenar e le Memorie di Adriano.

PIROLA2-FOTOEccoci al secondo appuntamento con Marguerite Yourcenar. Il nostro ineffabile Mau (al volgo: Maurizio Diego) ci racconta de Le memorie di Adriano, che abbimo portato nelle biblioteche e nei locali di Milano e provincia lo scorso autunno, con letture teatrali coordinate dai nostri splendidi Tobia Rossi e Adriana Dell’Arte.

La genesi di un’opera complessa come Memorie di Adriano risiede nel lungo, travagliato lavoro di ricerca e di stesura da parte della sua autrice. Marguerite Yourcenar, infatti, comincia la sua impresa letteraria con una fase di autentica ricerca storica, durante la quale la scrittrice annota ogni notizia, valuta le fonti e vaglia minuziosamente ogni circostanza sotto l’aspetto cronologico. Il risultato di tale ricerca sarà una straordinaria mole di appunti.

La scrittrice si sofferma sulle letture e l’educazione dell’imperatore; il suo obiettivo è principalmente di divenirne una degna e attendibile biografa. Tra le fonti consultate dall’autrice, fondamentali furono lo storico greco Dione Cassio e la Vita Hadriani del cronachista (forse mai esistito) Elio Spartiano, entrambi basati su testi preesistenti, ma andati perduti, ed entrambi rivelatisi variabilmente attendibili in seguito ad alcune ricerche moderne. Read the rest of this entry »

La domenica al museo 2: il rogo di von Hohenberg.

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Miniatura da manoscritto raffigurante il cavaliere von Hohenberg e il suo scudiero mentre vengono arsi vivi fuori dalle mura di Zurigo, perché legati da una relazione omosessuale, l’anno di grazia 1482 (Zurigo, Biblioteca Centrale). La pagina appartiene alla cosiddetta Spiezer Schilling, una delle cronache scritte da Diebold Schilling da Berna il vecchio.

Giusto per ricordare a tutti che tanto NOI ci siamo sempre stati, ci siamo sempre amati e che anche se ci si è perseguitati in ogni modo siam qui ancora…

Visita la biblioteca centrale di Zurigo, clikka qui!

La domenica al museo 1: La tomba del tuffatore di Paestum

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L’immagine raffigura due amanti durante un banchetto, e proviene dalla “Tomba del tuffatore”, trovata nel 1968, conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum e datata attorno al 480 a.C.

Sulle quattro lastre che formano le pareti della tomba sono rappresentate scene di banchetto e personaggi in cammino. Il coperchio raffigura un tuffatore in pieno volo. I personaggi dei banchetti, a gruppi di due, sono presentati mentre suonano, gareggiano al cottabo, parlano, amoreggiano.

Prima visita al museo per i bigottoni ignoranti. Giusto per ricordare a tutti che tanto NOI ci siamo sempre stati ed amati… ;)

Visita Paestum, clikka qui!

A chiare lettere: Marguerite Yourcenar.

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Dopo il successo ottenuto da Antinoo, il volto di un dio (l’evento culturale organizzato da Milk Milano tra lo scorso Ottobre e Novembre) molti amici e soci si sono avvicinati a Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Ecco quindi qualche notizia utile a ricordare e conoscere questa scrittrice lesbica, a cui tanto l’immaginario omosessuale deve.

Marguerite Yourcenar (pseudonimo di Marguerite Antoinette Jeanne Marie Ghislain Cleenewerck de Crayencour) nasce a Bruxelles l’8 giugno del 1903. Il padre, Michel Cleenewerck de Crayencour, è un agiato proprietario terriero, discendente di una antica famiglia aristocratica francese; la madre, Ferdinande de Cartier de Marchienne, nobildonna belga, morirà di setticemia (incorsa in seguito alle complicazioni del parto) dopo soli dieci giorni dalla nascita della figlia.

La Yourcenar vive la propria infanzia nella villa della nonna materna, nel Nord della Francia, educata privatamente dal padre stesso. Dotata di rapide abilità di apprendimento, la bambina si rivela straordinariamente precoce: appena dodicenne già conosce il latino e il greco. Diciasettenne, pubblica a Nizza la sua prima opera in versi, Le jardin des Chimerès (1920), sotto lo pseudonimo di “Marg Yourcenar”, inventato anagrammando il proprio cognome (Crayencour). Nel corso della sua giovinezza, la scrittrice segue il padre nei suoi frequenti viaggi a Londra, nel Sud della Francia, in Svizzera e soprattutto in Italia. Read the rest of this entry »

Milk consiglia: “Psicoterapia ed omosessualità” a Torino

 

Cos’è l’orientamento sessuale? E l’omosessualità? Nel panorama scientifico nazionale e internazionale si legge sempre più spesso di questo tema e delle numerose ricerche in atto. Gli atteggiamenti omofobici o per meglio dire omonegativi, sono oggi al centro dell’attenzione dei media. Cosa si muove all’interno della comunità scientifica? Quali sono le ricerche al fine di ottenere un benessere psicofisico delle persone LGB? Cosa significa parlare di psicoterapia e omosessualità? Qual è la rilevanza dell’orientamento sessuale nel setting clinico?

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Milk suggerisce: “L’invenzione della cultura eterosessuale”.

Mentre in Italia quando si parla di omosessualità si finisce sempre in qualche litigata checcobigotto trash, appena al di là del confine invece si possono ascoltare trasmissioni di ben altro livello. Ovviamente stiamo parlando della Radio della Svizzera Italiana. Per fortuna che c’è la nostra “Santa Internet” che ci apre le frontiere e gli orizzonti. Godetevi questa trasmissione sull’ “Invenzione della cultura eterosessuale”. Grazie Marco per la segnalazione!

Singolare titolo: L’invenzione della cultura eterosessuale (Editions Autrement, Paris) di Louis-Georges Tin sceglie di raccontarci la storia dell’amore dal punto di vista che sembrerebbe più ovvio e scontato, quello eterosessuale. Scopriamo così che l’idea che la coppia uomo-donna sia una naturale conseguenza della biologia è tutt’altro che evidente.

Al di là delle necessità riproduttive, l’autore c’invita a scoprire la costruzione storica soggiacente all’amore occidentale: è soltanto nel XII secolo, infatti, che l’amor cortese prende il posto della cultura cavalleresca – vero e proprio regime omosociale – in cui chi si interessava alle donne era considerato … effeminato … All’epoca, una vera rivoluzione, a cui resistono strenuamente sia il mondo medico, sia la chiesa!

L’autore, fondatore della giornata internazionale contro l’omofobia e storico della letteratura di origini martinicane, giunge così a una conclusione inattesa: il nostro modo di amare – etero o omosessuale – è in gran parte il risultato di una cultura e di un storia sociale.

Ecco l’audio

Milk consiglia: Eliott Erwitt

elliott erwitt
Semplicemente uno dei massimi fotografi viventi. Celebrato da musei e gallerie di tutto il mondo per la sua capacità unica di raccontare il genere umano con sguardo ironico e profondo al tempo stesso. Amante e profondo conoscitore dell’Italia dove ha svolto grandi lavori di corporate e di comunicazione, risiede abitualmente a NY.  Buona visione!

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