Archive for the ‘ATTUALITA’’ Category
MUORE MARCELLA DI FOLCO
E’ morta stamane, all’età di 67 anni, Marcella Di Folco, storica e carismatica figura del mondo GLBT italiano, presidente del Movimento Identità Transessuale.
Ci uniamo al cordoglio di tutta la realtà GLBT e della città di Bologna (che la vide consigliera comunale). Ci stringiamo in un profondo abbraccio al dolore di amici, parenti e di tutte le persone che in lei e nel MIT hanno trovato un punto di riferimento importante.
Si dicono spesso molte cose inutili quando una persona così carismatica scompare… Ci limitiamo a quanto crediamo essenziale, rivolgendoci al suo ricordo: GRAZIE MARCELLA, NON MOLLEREMO LA LOTTA E NON DIMENTICHEREMO QUANTO HAI INSEGNATO CON LA TUA COSTANTE PRESENZA AL MOVIMENTO.
No alla censura. Pasolini per le strade.
Unendosi all’ondata di indignazione sollevata dal tentativo di censura morale da parte dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Novo Umberto Maerna, nei confronti delle rappresentazioni di Orgia di Pierpaolo Pasolini, Trilogia del benessere e Chicago Boys di Renato Sarti programmate all’interno del ciclo Invito a teatro, censura giustificata definendo tali opere “diseducative”, “sconvenienti” e non rappresentabili in quanto, nel caso di Pasolini, toccherebbero “temi scabrosi come l’omosessualità”, il Circolo di Cultura Omosessuale Harvey Milk intende esprimere il proprio sdegno e il proprio totale appoggio ai progetti di protesta e lavoro culturale ideati e promossi dall’attrice milanese Maddalena Balsamo.
Troviamo assolutamente sconcertante l’operazione di stampo intimidatorio condotta nei confronti degli artisti e degli organizzatori: non esiste alcuna ragione per cui un prodotto artistico possa essere giudicato dal punto di vista etico, e, inoltre, sosteniamo che l’Assessore non possa arrogarsi il diritto di far pesare sui teatri le proprie eventuali valutazioni moralistiche, poiché tale modo di agire risulta lesivo non solo della dignità professionale ed artistica degli autori, dei teatri e degli attori, ma anche della libertà di scelta del pubblico. Riteniamo quindi il comportamento dell’Assessore Maerna un abuso di potere, oltre che una minaccia alla autonomia della cultura e al diritto dei cittadini milanesi di valutare in prima persona cosa sia “educativo” e cosa no. Read the rest of this entry »
Aiutiamo la comunità?
Quando pensiamo al movimento, dovrebbe venire spontaneo pensare anche alla gente che lo compone, ai suoi luoghi, alle sua storia. Oggi, a Roma, una realtà importante per la nostra comunità è, per motivi economici, in sincera crisi. Una libreria che ha fatto del dialogo tra il mondo glbt e quello “etero” la propria chiave. Il sogno realizzato di due donne, Flaminia e Marinella, che si amano e hanno costruito qualcosa insieme anche per tutti noi, e che ora, per una lunga serie di motivi, senza il nostro aiuto dovrà chiudere i battenti. Lasciandoci tutti molto più poveri.
Facciamo girare la notizia, aiutiamo queste nostre sorelle e questo luogo a continuare nella missione di fare leggere. Oggi più che mai questo resta uno dei pochi baluardi contro la barbarie: l’importante è che i libri girino il più possibile, ovunque. Read the rest of this entry »
Caso Zanicchi: il Milk sta con Famiglie Arcobaleno
Non chiederemo scusa, lo precisiamo subito, per il tono tutt’altro che pacato di questo articolo. Siamo stanchi.
Stavolta non si può essere moderati: ci sono in ballo valori fondativi del movimento glbt, primo tra tutti il rispetto della nostra dignità, in merito alla quale non è concesso cedere o avere opinioni divergenti da una sola linea: ci spettano diritti indiscutibili, che passano per la parità totale con gli altri cittadini in ogni campo del vivere.
Chi riconosce questo fatto è nostro amico, chi non lo fa o è una persona da far ragionare o è un nemico. In nessuno dei due casi lo si premia.
Per impostazione ideologica e amore di pace abbiamo sempre mantenuto, come Milk, un atteggiamento di totale distacco a fronte di certe manifestazioni di vuotezza politica, anche quando esse sono andate (ed è successo in più di un caso) a discapito di lavori a servizio del movimento portati avanti da altri o da noi stessi, e che stavano dando buoni frutti. Read the rest of this entry »
Nasce lo sportello Trans di ALA
Presentiamouna intervista a Antonia Monopoli, nostra volontaria per il progetto “Ronde del té” e autrice del Tramsizionario. Antonia lavora come operatrice pari di ALA Milano onlus, in merito all’esperienza dello Sportello Trans ALA Milano Onlus: gli obbiettivi raggiunti, quelli futuri, e la lotta contro la discriminazione e la transfobia.
Come hai conosciuto ALA?
Sono venuta a conoscenza di ALA Milano Onlus nell´anno 2005, quando facevo la volontaria presso la loro unità mobile di strada. ALA nasce come associazione laica per la lotta all´HIV, ma oggi lavora anche su progetti contro le tossico e alcol dipendenze facendo azioni di prevenzione nelle scuole e nei locali, ed è impegnata sul tema della prostituzione, e in particolare sulla prostituzione delle persone transessuali. In quel periodo io collaboravo con l’associazione “Crisalide Azione Trans” e nel 2006 ho partecipato al progetto “Transiti” facendo un periodo di formazione e stage come Operatrice Pari, in quanto Trans e in quanto ex prostituta, stage presso ALA Milano Onlus e presso l´Ospedale Niguarda affiancando il dott. Maurizio Bini.
Come è nata l´idea di uno sportello trans?
A gennaio 2009 mi è venuta l´idea di offrire un servizio più ampio e completo di quello che offriva Crisalide Azione Trans e mi sono rivolta ad ALA e, dopo un primo incontro, abbiamo pensato di creare insieme uno Sportello Trans cercando di valorizzare le nostre esperienze precedenti. Read the rest of this entry »
Una settimana così.
Due universi. Bazzicare nella realtà GLBT è spesso come muoversi sulle strade di mondi paralleli. Che si incontrino o non si incontrino mai, esistono. E per chi si intrufola un po’ di qui e un po’ di là, talvolta, c’è da rimanerne disorientati.
Milano, 23 maggio 2010. Una bellissima giornata. Se sono riuscito a resistere per cinque ore in un parchetto milanese invaso dal polline con allergia atroce, vuol dire che il picnic made in Famiglie Arcobaleno tanto male non è stato, no? I meeting delle famiglie omogenitoriali sono tra i pochi che riescano effettivamente a commuovermi. Per quanto sia abituato a discutere di genitorialità gay, con tutte le insicurezze legate ad un linguaggio che mi manca e ad un vissuto venturo che forse mai sperimenterò, scopro ogni volta una inusuale semplicità nella naturalezza dei loro gesti, nella ovvietà dell’affetto che circola, nella dolcezza delle parole di attenzione e di rimprovero che si sentono qua e là.
“I love my gay uncle”, campeggia sulla maglietta taglia XXS di una bimba tra le tante. “Mamma Francesca è la mamma, mamma Claudia è la moglie”. Chiaro…?
Talvolta penso che non deve essere così semplice vivere in quelle famiglie, sotto gli occhi di tanti che non ti capiscono e che storcono il naso ancor prima di aver ascoltato come parli a tuo figlio, se sai trovare le parole giuste per incoraggiarlo, se sei capace di sgridarlo e rimaner severo quel tanto che è giusto. Poi penso che la voglia non cade dal cielo, che l’energia la si inventa e che una famiglia è una ragione più che sufficiente per ricercarla, coltivarla, darsi da fare, crederci. Read the rest of this entry »
Ancora sulla sentenza. Giovanni Dall’Orto.

Pubblichiamo con piacere il commento di Giovanni Dall’Orto alle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale. Come sempre le valutazioni di Giovanni sono lucide e assolutamente condivisibili, a nostro giudizio.
Esistono nella sentenza almeno quattro punti importanti per noi, e mai stabiliti prima attraverso la “via politica”, che spiccano perfino agli occhi di un profano come me. E chissà cosa troveranno gli occhi più esperti ed allenati dei giuristi che stanno seguendo la faccenda.
Con straordinaria celerità la motivazione della sentenza della Corte Costituzionale di due giorni fa è stata già pubblicata. La lettura di questo testo conferma quanto si diceva a proposito del fatto che non si possono dare giudizi prima di aver letto le motivazioni. Il testo contiene infatti, è vero, il respingimento delle richieste, ma anche tutta una serie di aperture e affermazioni di princìpi tali, che sicuramente daranno filo da torcere al mondo politico, che oggi ha commentato la sentenza senza averla palesemente letta. Read the rest of this entry »
Sulla sentenza della Corte Costituzionale, calma e gesso
Riportiamo con grandissimo piacere le riflessioni di Giovanni Dall’Orto in merito alla sentenza della Corte Costituzionale. Nel ringraziare ancora tantissimo chi ha portato avanti l’iniziativa (Certi Diritti, Rete Lenford e le coppie che hanno presentato i ricorsi), abbracciamo – concordando appieno – le sensate parole di Giovanni. Buona lettura.
Ho passato lo scorso mese ad ascoltare chi (avvocati, giuristi, docenti) di Legge ne sa più di me, in modo da arrivare all’attesa sentenza di ieri da parte della Corte Costituzionale sui matrimoni gay non dico preparato ma almeno informato. E per questo motivo mi suona piuttosto sgradevole passare oggi, dalle argomentazioni eleganti, ragionate e argomentate dei giuristi, alla cacofonia superficiale e alla drammatizzazione esagitata che sono parte ineliminabile (per lo meno nella patria di Pulcinella…) dei discorsi politici.
Da una parte e dall’altra sembrano scatenate le “drama queens”. “Vergogna alla Corte Costituzionale!”, ululano gli uni. “La Corte l’ha messo in quel posto alle assurde pretese dei gay”! strillano gli altri.
Peccato che sbaglino sia gli uni che gli altri.
In primo luogo, perché prima di stabilire cos’abbia detto in realtà la Corte occorre (come sempre in questi casi) aspettare di leggere le motivazioni della sentenza. A quanto è stato anticipato, la Corte ha respinto la richiesta ribadendo la competenza esclusiva del Parlamento nel dirimere la questione. E fin qui ci siamo: è la Costituzione a stabilire questo principio. Ma bisognerà vedere poi in che modo avrà ribadito questa apparente banalità: a questo livello decisionale, spesso il diavolo sta nei dettagli.
Per esempio, se la Corte avesse detto che non può dire la sua perché sul fatto deve decidere il Parlamento, l’accento nascosto non starebbe sulla parola “Parlamento”, ma sulla parola “deve”. Nella sentenza potrebbe esserci, in altre parole, un monito, un richiamo a decidere in tempi ragionevoli sulla questione.
La Corte ce lo ha davvero messo, ‘sto monito? Boh, chi lo sa… Per l’appunto, per saperlo bisogna prima vedere cosa ci starà scritto, nella sentenza. Il cui effettivo valore potrà essere valutato solo quando si potrà contare quanti diavoli e diavoletti stiano nascosti nei dettagli…
Esistono molti precedenti di questioni in cui la Corte ha respinto un quesito la prima volta che le è stato presentato, ma solo per ribadire che sul problema esisteva in effetti un vuoto legislativo, a cui occorreva porre rimedio. E nei casi in cui il Parlamento non lo ha fatto, è successivamente intervenuta per sanare la lacuna, magari al secondo o terzo ricorso.
Insomma, nell’ovattato gergo della politica un eventuale “monito” è in realtà una minaccia gentile. “Non tocca a me decidere”, dice la Corte, “Tocca al Parlamento”. Però il sottinteso che soggiace a questa frase è: “… Certo, se il parlamento persiste a non legiferare, in quel caso mi sento autorizzata a dire la mia”. Read the rest of this entry »





