Archive for the ‘Uncategorized’ Category

ASSEMBLEA ORDINARIA ANNUALE SOCI

democracy
E’ convocata l’assemblea ordinaria annuale dei soci di Milk Milano, il giorno Giovedì 18 Marzo ore 21 presso il King di via Derna 19 (Milano, fermata MM2 Cimiano), con il seguente ordine del giorno:

1) Elezione del revisore dei conti
2) Quota associativa annuale
3) Presentazione attività associative
4) Presentazione del bilancio da parte di portavoce, Viceportavoce e Segretario
5) Valutazione del revisore e Approvazione del bilancio
6) Pride

Tutti soci sono invitati caldamente a partecipare a quello che è il momento di massima espressione della vita democratica dell’associazione. L’assemblea è pubblica, chiunque è invitato ad assistere ai lavori.

Regolamento assembleare:

1) AVENTI DIRITTO AL VOTO: tutti i soci in regola con il versamento della quota associativa; i soci tesserati dopo la data di pubblicazione della presente convocazione non avranno diritto di voto. I soci morosi potranno rinnovare la tessera in sede di assemblea e partecipare regolarmente alle votazioni.

2) DELEGHE: ogni associato potrà farsi rappresentare in Assemblea generale da un altro associato con delega scritta. Ogni socio non può ricevere più di una delega. La delega deve esplicitamente contenere nome cognome data di nascita, residenza e numero di tessera (valida) del delegato e del delegante ed essere chiaramente rivolta all’assemblea del giorno 18 marzo 2010.

3) FUNZIONAMENTO: L’Assemblea ordinaria è presieduta dal Portavoce congiuntamente col Segretario o in assenza di entrambi o di uno dei due, da soci eletti a maggioranza assoluta dai presenti.

4) VALIDITA’: L’assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati.

5) DELIBERAZIONI: Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono valide quando siano approvate dal 50% più uno dei presenti. Tutte le votazioni dell’assemblea si ritengono a scrutinio palese e per alzata di mano, ad eccezione di quelle relative a singole persone fisiche o quelle per cui la maggioranza del 50% più uno dei presenti richieda la votazione a scrutinio segreto. Le deliberazioni adottate dall’Assemblea dovranno essere riportate su un Libro Verbali a cura del Segretario, che sottoscrive il verbale unitamente al Portavoce; il verbale dovrà essere a disposizione dei soci.

Il portavoce,
Stefano Aresi

Ed ora una po’ di réclame!!!

reclame-pitiecor

Care amiche e cari amici del Milk,

come certo ben saprete la nostra associazione ha compiuto una serie di scelte piuttosto forti in merito alla propria politica economica. Questo fa sì che sia davvero difficile e complicato, davanti al moltiplicarsi delle varie attività di carattere sociale e culturale che caratterizzano il nostro operato, accantonare un fondo di riserva. Read the rest of this entry »

Think Milk… be King!

romano

Domenica 10 Gennaio Milk Milano innaugura, grazie alla colaborazione del King Lounge Bar (via Derna 19, MM2 Cimiano) una rassegna di appuntamenti che ci accompagnerà sino all’inoltrata primavera: “Think Milk… Be King!”. Incontri culturali affidati a persone di comprovata competenza e a rappresentanti storici dell’attivismo che parlerano di noi e della nostra storia in modo molto colloquiale e amichevole, spaziando dalla musica ai telefilm, dalla storia alla letteratura. A seguire, per conoscerci meglio, un ricco happy hour in stile King ;)

Per il primo incontro abbiamo deciso di dare spazio alle tematiche trans, che, grazie al lavoro alla nostra infaticabile Antonia e al Progetto Benessere stanno acquisendo il giusto spazio all’interno dell’associazione. Ed ecco l’invito a conoscere una cara amica, Monica Romano (nella foto con Vladimir Luxuria) che ci propone  la presentazione del suo libro “Diurna”: una occasione per parlare direttamente con chi  la discriminazione sulle persone transessuali l’ha vissuta, studiata e combattuta. Speriamo di vedervi numerosi! Si iniza alle 18!

Domenica 10, mettete in ballo la cultura e la voglia di parlare!

DIURNA

Chi sono le persone transessuali? Quale significato e valenza dobbiamo attribuire al termine “transgender”?

Il libro di Monica Romano dà una risposta ampia ed esaustiva a questi quesiti da sempre circondati da un alone di ignoranza e pregiudizio, fornendo un punto di vista “insider” sulla tematica: quello di una persona trans. Si analizza in particolar modo la situazione italiana, rivelando le dinamiche di discriminazione, delegittimazione ed oppressione esercitate nei confronti delle persone trans in ambito sociale e culturale, sulla base di una concezione binaria dei generi, elevata a dogma dal “benpensante” mondo contemporaneo occidentale.

“Diurna” è il primo saggio italiano che approfondisce la problematica della discriminazione nel mondo del lavoro delle persone trans attraverso interviste, testimonianze dirette e racconti di vita. Non manca infine un approfondimento della letteratura storico-antropologica su transessualità ed identità transgender, testimone della presenza delle stesse in epoche e luoghi diversi dalla società occidentale contemporanea.

“Ho trascorso buona parte dell’infanzia e dell’adolescenza a pormi domande. Quando sei bambino non hai bisogno di definirti, semplicemente “sei”. E non cogli l’imbarazzo delle persone che hai attorno. Poi arriva il giorno in cui qualcuno cerca di convicerti che qualcosa in te non va. Che non puoi muoverti in quel modo, parlare come parli, giocare a quei giochi. La mia identità di genere era visibile e percepita dagli altri. Gestualità, voce, sguardo, mi rivelavano. Crescendo, realizzi che ci sono i ragazzi, le ragazze, e tu. Quando vedi i tuoi compagni ridere e scherzare non con te, ma di te, vivendo quotidianamente il dileggio, gli insulti, le botte, inizi a porti domande. Nelle risposte può stare il senso di una vita”

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Domenica 10 Gennaio 2010 – Presentazione libro
Diurna: la transessualità come oggetto di discriminazione
Monica Romano (Presidente onorario Ass. La Fenice)

Domenica 24 Gennaio 2010 – Conferenza
L’abominevole diritto: l’omosessualità nelle aule giudiziarie
Matteo Winkler (Università Commerciale Luigi Bocconi)

Domenica 7 Febbraio 2010 – Conferenza
Apollo et Hyacinthus di Mozart: un’opera gay?
Stefano Aresi (Università di Pavia)

Domenica 21 Febbraio 2010 – Conferenza
Alle origini del cinema porno: storia di un genere
Mauro Giori (Università Statale di Milano)

Domenica 7 Marzo 2010 – Presentazione libro
Il sogno impossibile
Stefano Sogno (autore del volume)

Domenica 21 Marzo 2010 – Incontro
Come nacque la voglia di essere in prima linea
Porpora Marcasciano (MIT Bologna)

Domenica 28 Marzo 2010 – Incontro
Prima di Will (e anche di Grace). Personaggi omosessuali nella tv
generalista dagli anni 50 agli anni 80
a cura del Progetto Cineforum di Milk Milano.

Milk racconta: la storia di Antonia.

Voglio raccontarvi una storia. E’ una storia che non parla di principesse, né di draghi o streghe: non la troverete in nessun libro di Fiabe, perché è “vera”. E’ la storia di Antonia, che tutti noi conosciamo come l’autrice del “Transizionario“, che potete trovare regolarmente sulle pagine di questo blog.

Il mio racconto inizia a Bisceglie, nella lontana Puglia, dove viveva un, allora, bambino, di nome Antonio. Per una piccola comunità, come poteva essere quella di Bisceglie all’epoca, Antonio era un bambino “strano”, non giocava a pallone, ma pettinava le bambole, non faceva a botte con gli altri bambini, ma piangeva facilmente. Agli occhi della mamma niente era “sospetto”, finché un cugino fece notare l’eccessiva femminilità del piccolo.

Da quel momento iniziò un lungo pellegrinare per ospedali e manicomi, dove psicologi, dottori e psichiatri visitarono Antonio più e più volte, finché al bambino non venne diagnosticato un disturbo guaribile con un’operazione chirurgica al cervello (lobotomia e/o lavaggio del cervello).
C’era, però, un piccolo effetto collaterale, il bambino avrebbe potuto perdere tutto il bagaglio di ricordi, conoscenze, nozioni e dover ricominciare da capo una nuova vita.Il rischio era troppo grande, alla madre non tenne il cuore e decise di portar via il figlioletto, nella speranza che il tempo fosse un guaritore migliore e anche indolore.

 

In realtà ciò non accadde, anzi, più passava il tempo e più Antonio sentiva il bisogno impellente di trovare il suo “gruppo di appartenenza”, qualcosa in cui riconoscersi.
Finalmente, un giorno, Antonio trovò quel “nido” che aveva tanto cercato, si trattava di un piccolo gruppo di omosessuali, che si ritrovava quotidianamente in una piazzetta del suo paese.
Da quel momento, il nostro piccolo protagonista crebbe molto velocemente, acquisendo anche una maturità fuori dalla norma per i suoi coetanei. Eppure qualcosa mancava lo stesso.

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Mettere le cose in piazza

L’idea era nostra, ve lo giuro! Beh, non era proprio originale, ma vi assicuro che l’abbiamo partorita. Come sempre, ci hanno preso in parola e qualcuno è arrivato prima…

E’ sempre stata nostra intenzione parlare in modo forte e originale dell’AIDS, rendere la questione ancor più visibile. C’è chi ci ha battuti, di sicuro stupendo, mettendo letteralmente il tutto in piazza. È successo a New York, nella parte centrale della Grande Mela, dove è stata dedicata una piazza “alle persone con A.I.D.S.”

L’iniziativa solleva domande: è un modo per sensibilizzare, per far capire alla popolazione l’esistenza del problema e per sottolineare magari una certa vicinanza della città, dell’autorità e del potere a tutti gli hiv+? Di questo, si sa, ce n’è sempre un immenso bisogno.

Parto da questa notizia per comunicare che dai prossimi giorni, fino al primo dicembre, il Blog di MILK MILANO aumenterà la propria attenzione sulla tematica delle malattie sessualmente trasmissibili e sull’AIDS. Tenetevi pronti, e grazie!

Fonte: http://community.livejournal.com/newyorkers/3746051.html

Bad movies we love – Il mago di Oz turco

Si avete letto bene! Negli anni 70 un simpatico manipolo di produttori turchi ha pensato bene di realizzare una versione locale dell’immortale capolavoro della MGM. In realtà si tratta di un remake velato: il titolo esatto in turco è “Ayşecik ve Sihirli Cüceler Rüyalar Ülkesinde” che nella nostra lingua suona pressappoco come “La piccola Ayşecik e i magici nanetti nella terra dei sogni”. Il cambio di titolo fu dettato dalla necessità di evitare grane legali con la MGM, ma è ovvio quanto ogni singolo elemento del film sia lì solo per richiamare l’immortale capolavoro con Judy Garland. Certo, in questo remake qualche differenza rispetto all’originale c’è…
La trama a grandi line è questa: Aysecik, una leggiadra ragazzina di approssimativamente 12 anni (ovviamente nel film è interpretata da un’attrice che di anni ne dimostra almeno 35 ed è leggiadra più o meno come Wanna Marchi quando pubblicizzava i suoi scioglipancia), vive in una fattoria situata in una remota, brulla e semi-desertica regione turca. Dopo che un tornado si è abbattuto sulla sua casa, la nostra eroina si trova proiettata in un mondo fantastico (curiosamente anch’esso remoto, brullo e semi-desertico) abitato da fastidiosissimi nanetti.
I nostri piccoli amici in un batter d’occhio la incoronano loro nuova regina, dopodiché la cacciano dal loro ridente paesino: in fondo, la storia deve andare avanti in qualche modo! Così la Dorothy ottomana intraprende un lungo viaggio alla volta della mitica Città di Smeraldo seguendo un improbabile sentiero giallastro (per mancanza di fondi, al posto del mitico “yellow brick road” i produttori optano per una semplice stradina di terra battuta, più tendente al marron che al giallo).
Ora: per circa 45 minuti Aysecik attraversa un’indefinita boscaglia dove incontra nell’ordine:
  • un effeminatisimo uomo di paglia.
  • un laghetto pieno di alghe e altre schifezze che la nostra eroina ammira per un buon 5 minuti come se stesse contemplando la cosa più bella del mondo.
  • un imbranatissimo uomo di latta.
  • sempre lo stesso desolante laghetto ma, dato che il regista lo inquadra da un’altra angolazione, noi dovremmo fingere si tratti un lago totalmente diverso.
  • un attore con un pigiama marrone e un po’ di pelliccia intorno al collo che cerca goffamente di spacciarsi per leone codardo. Ovviamnte la nostra Dorothy ci casca in pieno e non c’è da stupirsi: una che scambia una fogna a cielo aperto per un lago è davvero disposta a credere a tutto!
  • di nuovo lo stesso putrido laghetto. L’entusiasmo della nostra eroina sembra essere notevolmente scemato: al terzo laghetto è normale mostrare segni di sfinimento.
Finalmente dopo quelle che ci sono sembrate 5 ore di film (in realtà sono a mala pena passati 50 minuti) vediamo la terribile strega dell’ovest (che sempre per problemi di copyright è stata ribattezzata Kötü Cadi, la Strega del Sud). Ci basta un colpo d’occhio per capire come mai Kötü non è apparsa prima nella pellicola: il trucco è talmente dilettantesco e la recitazione talmente sopra le righe che gli stessi produttori si devono essere vergognati di mostrarcela, tenendola giusto per le scene in cui non se ne poteva fare a meno.
Come da copione Dorothy alias Aysecik sconfigge la cattivona gettandole addosso dell’acqua così che lei, al contatto con il liquido, si sciolga all’istante. Incredibile a dirsi, ma la cosa accade sul serio! Per realizzare il trucco da strega i truccatori hanno evidentemente utilizzato semplicemente un po’ di pongo attaccandolo al viso dell’attrice con della colla di infima qualità. E’ perciò abbastanza normale che un tale papocchio si squagli in un nanosecondo ottenendo però un notevole effetto speciale.
Tutto è bene quel che finisce bene: Aysecik può tornare nella sua desolatissima fattoria dove lavorerà per il resto della propria vita ridotta in semi-schiavitù dagli amorevoli genitori, Oz è libero dalla cattivissima strega del Sud (e non è detto che, di lì a poco, il suo ruolo verrà sostituito da una più operosa strega del Nord, così da far felici i nanetti che alle ultime elezioni hanno votato Lega), il leone, l’uomo di latta e lo spaventapasseri festeggiano la partenza di Aysecik (probabilmente anche loro non ne potevano di questa ebete dallo stupore facile) e lo sconsolato spettatore può finalmente spegnere il proprio apparecchio televisivo felice di essere stato testimone di uno dei peggiori film della storia del cinema.

Da friends a friendly il passo non è poi così breve

Fonte: http://f-r-i-e-n-d-l-y.blogspot.com/

“è l’amico è…”
(Dario Baldan Bembo)
Non vi preoccupate: è appena passata l’estate, nessun discorso impegnativo. Abbiamo ancora la pelle che sa di sale, la voglia di relax e di pace: chi sono io per negarvi la soddisfazione degli ultimi giorni di caldo? Questo post non parla di “Amici” della De Filippi, e nemmeno della serie televisiva statunitense. Girovagando per il web, giusto pochi giorni fa, mi sono imbattuto in un blog divertente. Sfondo nero e scritta familiare sotto a fotografia simpatica: FRIENDLY. Si tratta di uno spazio gestito da Gianluca, Alessandro e Roberto, tre ragazzi di Milano, a cui è venuta un’idea originale e simpatica: mettere in scena FRIENDLY, “la parodia di FRIENDS” o meglio un “viaggio senza copione e senza cose premeditate, nel tentativo di essere noi stessi per capire come si può essere felici e saperci divertire nonostante tutti ci considerano feccia”. E le cose sembrano essere partite bene: c’è l’intervista ai tre protagonisti, alterego di personaggi famosi, interpretati da ALE, uno stimato amministratore del settore informatico, egocentrico e divertente, da ROBY, agente immobiliare di giorno e ballerino di sera, coreografo del gruppo e da GIALU operatore telefonico dolce e sensibile, particolarmente specializzato nel rimorchio. È in rete la puntata pilota e il trailer. Ed è solo l’inizio, ci promettono i tre. Non perdeteli e… buona visione!
Parole: L’amico ritrovato di Fred Ulhman
Note: I’ll be there for you – the Rembrandts

Lo stilista Valanten

Anni prima di vestire i panni del personaggio di Jean-Claude nella geniale “fiction interattiva” Sensualità a corte Marcello Cesana già si dilettava a ironizzare e scherzare sul mondo gay in un personalissimo e inimitabile stile camp.
Nel video che vi proponiamo, realizzato per la sfortunata trasmissione Tv Hollywod Party andata in onda nel 2000, veste i panni di Valanten stilista delle dive e grande innovatore della moda.
Come sempre il grande Cesena oltre che a essere interprete del programma ne era anche autore e regista.

Stammi più vicino, ma non così vicino: appiccichi!


Spesso la pubblicità, nei suoi meccanismi, funziona attraverso lo scandalo!
Ci sentiamo urtati e non rassicurati, spaventati e non accolti. Sono quelle le trovate che più di frequente ci attraggono o ci fanno riflettere.
Questa volta vorrei proporre una pubblicità che, forse suo malgrado, gioca sulla serenità e sulla normalità, non votandosi allo scandalo. È successo nei pressi della Serenissima, dove nell’homepage di una stamperia è apparsa questa immagine.

Un lenzuolo candido, due visi maschili sfumati sullo sfondo, due piedi appena visibili in primo piano, commenta lo slogan: ecco l’unico rapporto cliente-fornitore che nemmeno i prezzi e la qualità riusciranno a sciogliere.

Non so se questo spot mi piace né tantomeno se è adatto, ma sono tanto stupito dalla normalità, dolce e senza polemiche, che ve la consegno. A voi ogni commento.

Fonte: http://www.river-blog.com/

Parole: Elogio della normalità – Yehoshua Abraham

Note: Sticky and sweet tour, Madonna

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