No alla censura. Pasolini per le strade.
Unendosi all’ondata di indignazione sollevata dal tentativo di censura morale da parte dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Milano, Novo Umberto Maerna, nei confronti delle rappresentazioni di Orgia di Pierpaolo Pasolini, Trilogia del benessere e Chicago Boys di Renato Sarti programmate all’interno del ciclo Invito a teatro, censura giustificata definendo tali opere “diseducative”, “sconvenienti” e non rappresentabili in quanto, nel caso di Pasolini, toccherebbero “temi scabrosi come l’omosessualità”, il Circolo di Cultura Omosessuale Harvey Milk intende esprimere il proprio sdegno e il proprio totale appoggio ai progetti di protesta e lavoro culturale ideati e promossi dall’attrice milanese Maddalena Balsamo.
Troviamo assolutamente sconcertante l’operazione di stampo intimidatorio condotta nei confronti degli artisti e degli organizzatori: non esiste alcuna ragione per cui un prodotto artistico possa essere giudicato dal punto di vista etico, e, inoltre, sosteniamo che l’Assessore non possa arrogarsi il diritto di far pesare sui teatri le proprie eventuali valutazioni moralistiche, poiché tale modo di agire risulta lesivo non solo della dignità professionale ed artistica degli autori, dei teatri e degli attori, ma anche della libertà di scelta del pubblico. Riteniamo quindi il comportamento dell’Assessore Maerna un abuso di potere, oltre che una minaccia alla autonomia della cultura e al diritto dei cittadini milanesi di valutare in prima persona cosa sia “educativo” e cosa no. Read the rest of this entry »
Dan Nicoletta: l’uomo che ritrasse l’amore gay
Dan Nicoletta è un artista di straordinaria modernità: il solo fatto che la sua carriera sia iniziata con uno stage lo dimostra. Aveva 19 anni, era il 1975 ed il suo apprendistato cominciò con Crawford Barton che presto sarebbe diventato uno dei fotografi di punta di The Advocate.
Agli esordi di Nicoletta c’è stato però anche un altro personaggio fondamentale dell’epoca: Dan e la sua Contax avevano infatti l’obiettivo costantemente puntato su quel distretto di Castro, una vera e propria mecca LGBT, che di lì a poco avrebbe assistito all’elezione di un carismatico proprietario di un negozio di macchine fotografiche.
Fu proprio dal negozio di Harvey Milk, il suo nome vi dice qualcosa?, che Nicoletta iniziò a documentare con il suo sguardo personale e attento la comunità di San Francisco, concentrandosi in particolare su coloro che per la prima volta sperimentavano il proprio amore in pubblico. Read the rest of this entry »
Aiutiamo la comunità?
Quando pensiamo al movimento, dovrebbe venire spontaneo pensare anche alla gente che lo compone, ai suoi luoghi, alle sua storia. Oggi, a Roma, una realtà importante per la nostra comunità è, per motivi economici, in sincera crisi. Una libreria che ha fatto del dialogo tra il mondo glbt e quello “etero” la propria chiave. Il sogno realizzato di due donne, Flaminia e Marinella, che si amano e hanno costruito qualcosa insieme anche per tutti noi, e che ora, per una lunga serie di motivi, senza il nostro aiuto dovrà chiudere i battenti. Lasciandoci tutti molto più poveri.
Facciamo girare la notizia, aiutiamo queste nostre sorelle e questo luogo a continuare nella missione di fare leggere. Oggi più che mai questo resta uno dei pochi baluardi contro la barbarie: l’importante è che i libri girino il più possibile, ovunque. Read the rest of this entry »
GLBT… già… e la B dove è?
I bisessuali sono una realtà spesso “nascosta” e che attira non di rado pregiudizi da parte sia delle persone Gay e Lesbiche, sia dal mondo eterosessuale. Oggi intervistiamo Francesca, 34 anni, di Milano, bisessuale dichiarata e attivista che insieme alla sua compagna Silvia, 34 anni, lesbica. Francesca gestisce il blog www.bproud.it, tramite il quale cerca di fornire informazioni reali e concrete sulla bisessualità. Ci aiuterà a comprendere questa realtà e a prendere in esame alcuni dei luoghi comuni che riguardano i bisessuali.
1) Come ti sei scoperta bisessuale? Come hai vissuto la tua presa di coscienza? E il coming out in famiglia, con gli amici, al lavoro?
Mi sono scoperta bisessuale nello stesso modo in cui tanti si scoprono gay o lesbiche, ovvero nel momento in cui mi sono innamorata di una persona del mio stesso sesso. O meglio, in realtà da quel momento ho preso coscienza del fatto che da sempre mi piacevano sia gli uomini che le donne; la differenza è che prima cercavo di “spiegarmi” le mie attrazioni per le ragazze in un altro modo – come un’amicizia profonda, un’ammirazione per la bellezza femminile… Quando poi mi sono innamorata non ho potuto più ignorare l’evidenza dei fatti e da lì ho iniziato a capire che non ero tanto etero quanto credevo. Il percorso con me stessa è stato particolarmente travagliato, perché venivo da trentun anni di vita da etero quando improvvisamente mi sono innamorata – per la seconda volta – di una donna, la mia attuale compagna. Per mesi l’intensità della mia nuova storia mi ha fatto credere di essere lesbica, anche se in realtà sapevo bene che gli uomini non mi erano indifferenti. Perciò ho incominciato a fare qualche ricerca sulla bisessualità, ma tutto ciò che leggevo era negativo e non rispecchiava il mio sentire. Finché per fortuna ho capito che il problema era la non-cultura italiana sulla bisessualità. Mi sono documentata su siti e libri stranieri e ho incominciato a frequentare una community online di bisessuali (www.bisexual.com). Da allora ho cominciato a costruire più serenamente la mia identità di bisessuale ed è stato tutto molto più facile. Sono dichiarata praticamente con tutti, tranne che con i miei genitori, che sono molto religiosi e non sarebbero in grado di comprendere se non con molto dolore da entrambe le parti. Mia sorella, invece, lo sa ed è tranquilla. Con gli amici non ho avuto particolari problemi e sul lavoro, essendo libera professionista, posso valutare di volta in volta se dirlo o meno, ma in generale ho avuto solo reazioni positive. Read the rest of this entry »
Caso Zanicchi: il Milk sta con Famiglie Arcobaleno
Non chiederemo scusa, lo precisiamo subito, per il tono tutt’altro che pacato di questo articolo. Siamo stanchi.
Stavolta non si può essere moderati: ci sono in ballo valori fondativi del movimento glbt, primo tra tutti il rispetto della nostra dignità, in merito alla quale non è concesso cedere o avere opinioni divergenti da una sola linea: ci spettano diritti indiscutibili, che passano per la parità totale con gli altri cittadini in ogni campo del vivere.
Chi riconosce questo fatto è nostro amico, chi non lo fa o è una persona da far ragionare o è un nemico. In nessuno dei due casi lo si premia.
Per impostazione ideologica e amore di pace abbiamo sempre mantenuto, come Milk, un atteggiamento di totale distacco a fronte di certe manifestazioni di vuotezza politica, anche quando esse sono andate (ed è successo in più di un caso) a discapito di lavori a servizio del movimento portati avanti da altri o da noi stessi, e che stavano dando buoni frutti. Read the rest of this entry »
Cosa vuol dire essere gay in Calabria?
Inzio così, con una domanda. Sembra strano ma non è una domanda banale come può sembrare. Essere gay in Calabria vuol dire vivere nascosti o, addirittura, smettere di vivere. Ebbene sì: è una realtà che mi appartiene, sono un giovane studente che ha deciso di migrare come gli uccelli, però al contrario. Non più da nord a sud ma viceversa. Una scelta assolutamente dura ma che mi ha fatto sperare durante la mia adolescenza, sperare in una vita diversa, senza discriminazioni.
Giù mi sentivo morto, non volevo, come molti miei conoscenti tutt’ora fanno, nascondermi. Avevo paura come loro , ma alla paura io mescolavo rabbia. La rabbia che mi faceva piangere, mi faceva credere che io fossi “diverso”, contro natura. E soffrivo in un tacito silenzio, avevo troppa paura della reazione dei miei amici, e ancor di più di quelle dei miei parenti. Trovai il coraggio per rivelarmi ad alcuni amici intimi, e rimasi sorpreso dalle loro reazioni positive. Cercavo aiuto , cercavo una mano. Decisi di andare da uno psicologo che mi aiutò a credere di più in me stesso ma comunque vivevo una vita non mia, convinto che sarei definitivamente morto una volta che fossi diventato maggiorenne. Mi sbagliavo. Read the rest of this entry »
Nasce lo sportello Trans di ALA
Presentiamouna intervista a Antonia Monopoli, nostra volontaria per il progetto “Ronde del té” e autrice del Tramsizionario. Antonia lavora come operatrice pari di ALA Milano onlus, in merito all’esperienza dello Sportello Trans ALA Milano Onlus: gli obbiettivi raggiunti, quelli futuri, e la lotta contro la discriminazione e la transfobia.
Come hai conosciuto ALA?
Sono venuta a conoscenza di ALA Milano Onlus nell´anno 2005, quando facevo la volontaria presso la loro unità mobile di strada. ALA nasce come associazione laica per la lotta all´HIV, ma oggi lavora anche su progetti contro le tossico e alcol dipendenze facendo azioni di prevenzione nelle scuole e nei locali, ed è impegnata sul tema della prostituzione, e in particolare sulla prostituzione delle persone transessuali. In quel periodo io collaboravo con l’associazione “Crisalide Azione Trans” e nel 2006 ho partecipato al progetto “Transiti” facendo un periodo di formazione e stage come Operatrice Pari, in quanto Trans e in quanto ex prostituta, stage presso ALA Milano Onlus e presso l´Ospedale Niguarda affiancando il dott. Maurizio Bini.
Come è nata l´idea di uno sportello trans?
A gennaio 2009 mi è venuta l´idea di offrire un servizio più ampio e completo di quello che offriva Crisalide Azione Trans e mi sono rivolta ad ALA e, dopo un primo incontro, abbiamo pensato di creare insieme uno Sportello Trans cercando di valorizzare le nostre esperienze precedenti. Read the rest of this entry »






